La giornata di lunedì 18 maggio

Di tutte queste storie, del suo impegno coraggioso, Gino davvero non menò vanto. Insisteva, in famiglia, con quella teoria semplice dell’antica cultura contadina: il bene si fa e non si dice. Anche dopo tanti anni Bartali evitò con garbo qualunque forma di pubblicità. Non gli interessava l’elogio postumo.

La giornata di lunedì 18 maggio

Di tutte queste storie, del suo impegno coraggioso, Gino davvero non menò vanto. Insisteva, in famiglia, con quella teoria semplice dell’antica cultura contadina: il bene si fa e non si dice.
Anche dopo tanti anni Bartali evitò con garbo qualunque forma di pubblicità. Non gli interessava l’elogio postumo. Era stato un cacciatore di tappe e di maglie, sulle strade del Giro e del Tour, non di onorificenze. Dentro e dietro un silenzio dignitoso, si coglieva lo stile dell’uomo: ciarliero oltre il limite se si parlava di ciclismo, ma rigorosamente sobrio su argomenti che toccavano le tragedie del Novecento.
Fece una sola eccezione: all’alba degli anni Ottanta, partecipò a una trasmissione della Rai ambientata ad Assisi. Lì, nella casa di Francesco il santo, la verità la conoscevano e tra gli umili custodi di una tradizione mistica, l’ormai anziano ex campione si sentiva libero di aprire il cuore. Lo fece con la genuina consapevolezza di chi non sta rivendicando un merito, semmai sta offrendo un piccolo tassello alla ricostruzione di un enorme puzzle, il mosaico mai completo della Shoah.
Poi, più niente. Fedele a se stesso, Ginettaccio conservava il ricordo nel bagaglio intimo di memorie da non sprecare. Era stato il gregario degli ebrei, lui che pedalando non voleva portare la borraccia a nessuno. Era stato un campione di coraggio in nome della fraternità tra gli uomini: tutto normale. E quando chi era al corrente della vicenda, magari un parente di qualcuno che si era salvato grazie ai messaggi nascosti nella canna della bicicletta, bussava alla porta di casa per ringraziare, ecco, Bartali si rintanava idealmente nel gruppo dei giusti, borbottando che in fondo lui era uno dei tanti, mica un super eroe solitario.

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