La giornata di lunedì 31 ottobre

Il giovedì santo di ventidue anni fa era il giorno del mio compleanno. Lo ricordo molto bene perché la sera, in parrocchia, durante la celebrazione “In Coena Domini”, assieme ad altri quattro amiche e amici, sono stato istituito “ministro straordinario della comunione”. Un regalo molto bello e prezioso che continua anche oggi a valorizzare la mia vita.

La giornata di lunedì 31 ottobre

Il giovedì santo di ventidue anni fa era il giorno del mio compleanno. Lo ricordo molto bene perché la sera, in parrocchia, durante la celebrazione “In Coena Domini”, assieme ad altri quattro amiche e amici, sono stato istituito “ministro straordinario della comunione”. Un regalo molto bello e prezioso che continua anche oggi a valorizzare la mia vita. Il parroco, fin dall’avvento precedente, ci aveva convocato per presentarci la prospettiva di dargli una mano a essere vicini, con la comunione eucaristica, agli infermi e agli anziani della parrocchia anche di domenica e aiutarlo nella distribuzione dell’eucaristia nelle assemblee liturgiche più numerose. Dopo il previsto periodo di preparazione fummo presentati alla comunità cristiana e ricevemmo il mandato accompagnato dalla consegna di una piccola teca e un rituale. Distribuirela comunione è stata fin da subito un’occasione straordinaria, com’è questo servizio, per capire l’offerta di Gesù a tutti. Il «pane di Gesù», come dicevano le mie figlie da piccole, è veramente per tutti e questo servizio ministeriale, «date loro da mangiare», è un modo della comunità cristiana per arrivare fino a ciascuno. L’anziana, che mi aspetta a casa alla domenica dopo la messa delle 9.30, e che ha un problema di deglutizione, ma che con me, a detta della figlia, riesce a fare la comunione senza problemi. Le decine di persone che si mettono in fila, ognuna con la sua storia, fatta di gioie e dolori, per ognuna di loro una preghiera, un pensiero e il pane del cammino. Il ragazzino disabile a cui bisogna dare una briciola di particola o le persone celiache che ti ricordano con gli occhi che fanno la comunione con la particola diversa. Ecco: «Prendete e mangiatene tutti».

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