La giornata di mercoledì 29 giugno

Ci consola molto questa fatica di Pietro nel credere all’angelo. Nei momenti di difficoltà e sofferenza ci risulta difficile vedere la mano di Dio; ci sentiamo perseguitati e indifesi, non capiamo il senso di tante prove, che ricadono sempre sulle nostre spalle. Poi, una volta superate, ci accorgiamo degli angeli che lui ha posto al nostro fianco, a volte silenziosi, a volte invadenti, con sembianze che non sempre rispondono ai nostri cliché.

La giornata di mercoledì 29 giugno

Ci consola molto questa fatica di Pietro nel credere all’angelo. Nei momenti di difficoltà e sofferenza ci risulta difficile vedere la mano di Dio; ci sentiamo perseguitati e indifesi, non capiamo il senso di tante prove, che ricadono sempre sulle nostre spalle. Poi, una volta superate, ci accorgiamo degli angeli che lui ha posto al nostro fianco, a volte silenziosi, a volte invadenti, con sembianze che non sempre rispondono ai nostri cliché. Scorrono nella nostra mente volti di amici, familiari, educatori, che hanno condiviso tratti del nostro cammino, a volte scosceso e difficoltoso. Il nostro Dio non ci lascia soli, non si stanca mai di noi, anzi si fida ciecamente, e ci dà sempre un’altra possibilità.
Quel Signore, che ha messo a capo della sua chiesa un pescatore focoso e irascibile, che lo ha rinnegato tre volte in un momento cruciale, ci interpella ogni giorno, e ogni giorno ci chiede di essere suoi angeli. A volte siamo noi che non ci fidiamo, perché le cose non vanno come ci aspettavamo. E non riusciamo a riconoscerlo, non siamo in grado di rispondere alla sua domanda: «Ma voi, chi dite che io sia?». Eppure lui continua a offrirci occasioni per camminare lungo il suo sentiero, si fa vicino a noi, ci fa sentire la sua fiducia. A volte ci basterebbe avere solo un po’ di tranquillità, salute per noi e i nostri familiari, momenti da condividere senza stress e pressioni.
Ma il vangelo non è per chi si accontenta di vivacchiare! Gesù ci offre la possibilità di vivere pienamente, affrontando la croci che la vita ci pone innanzi, con la certezza che su quelle croci sale anche lui. Ci stupisce ancora, ma ci conforta al tempo stesso, sentire che lui ha bisogno anche di noi due per portare a compimento il suo progetto, che raccoglie le nostre piccole gemme e le incastona in una corona preziosa e unica. La presenza di angeli in carne e ossa nella nostra vita, e la protezione che sentiamo da parte di alcuni angeli che ci hanno preceduti in cielo, ci sostiene davvero nei momenti più bui e ci fa dire, con fe-de, magari dopo qualche tempo: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».

scarica la pagina in pdf

Copyright Difesa del popolo (Tutti i diritti riservati)
Allegato 06atpag88e89e90.pdf (672,07 kB)