La giornata di mercoledì 4 aprile

Gesù ascolta la parola che Dio gli rivolge e la incarna dentro gli spaccati più vari dell’umano. Nel battesimo si è mescolato con un’umanità piagata e ferita, nelle sue giornate ha continuato a frequentare e intrecciare le storie di vite spezzate nei loro affetti, sporcate dai pregiudizi dei benpensanti, puzzolenti per la lebbra dell’esclusione e dell’emarginazione, indurite da un’esteriorità a scapito dell’essenziale e dell’interiorità. Gesù ha “fatto” la parola di Dio, l’ha attualizzata nei gesti della vicinanza, dell’accompagnamento, dell’accoglienza, dell’incontro, della condivisione.

La giornata di mercoledì 4 aprile

Gesù ascolta la parola che Dio gli rivolge e la incarna dentro gli spaccati più vari dell’umano. Nel battesimo si è mescolato con un’umanità piagata e ferita, nelle sue giornate ha continuato a frequentare e intrecciare le storie di vite spezzate nei loro affetti, sporcate dai pregiudizi dei benpensanti, puzzolenti per la lebbra dell’esclusione e dell’emarginazione, indurite da un’esteriorità a scapito dell’essenziale e dell’interiorità. Gesù ha “fatto” la parola di Dio, l’ha attualizzata nei gesti della vicinanza, dell’accompagnamento, dell’accoglienza, dell’incontro, della condivisione. Anche nel suo modo di attualizzare la Parola, Gesù ha voluto trasmettere qualcosa del volto misterioso di Dio: lo stile della tenerezza e della delicatezza, della cura amorevole, della dedizione. Osservare la parola di Dio costituisce la scelta di fondo dell’intera esistenza di Gesù: viversi come un dono per gli altri, mettersi a servizio della loro salvezza, fino a offrirsi completamente nella morte di croce. Ogni energia, ogni desiderio, ogni gesto, ogni parola di Gesù puntano a questo: spendersi per la salvezza delle donne e degli uomini. Perché Dio è così: teso verso di noi, inginocchiato davanti ai nostri piedi sporchi, per lavarceli e rimetterci in piedi. Un Dio in uscita, che non pretende qualcosa da noi, perché desidera donare tutto se stesso a noi. «Beati coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!» (Luca 11,28) come ha fatto Gesù: una Parola che sussurra ininterrottamente alle orecchie del cuore che la vita trova la sua gioia quando si dona e si offre. Una Parola che non resta un semplice pensiero consolante, ma si riveste di gesti carnali di consolazione, di condivisione, di speranza, di vicinanza e accompagnamento.

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