La giornata di mercoledì 6 gennaio

Ho avuto il privilegio di vivere un’esperienza di missione per qualche settimana in Etiopia. Prima di partire, tanti amici che erano già stati in Africa mi raccontavano delle sere stellate e della nostalgia delle notti africane. Il cielo infinito, pieno di puntini luminosi che mette pace e serenità, mentre si è avvolti nel silenzio assoluto.

La giornata di mercoledì 6 gennaio

Ho avuto il privilegio di vivere un’esperienza di missione per qualche settimana in Etiopia. Prima di partire, tanti amici che erano già stati in Africa mi raccontavano delle sere stellate e della nostalgia delle notti africane. Il cielo infinito, pieno di puntini luminosi che mette pace e serenità, mentre si è avvolti nel silenzio assoluto. Chi di noi non ha mai alzato gli occhi verso il cielo sostando incantato e meravigliato? Capita anche qui, in particolare in estate, in montagna, al mare o in campagna, quasi a cercare riparo dalle nostre frenetiche città. I cieli stellati non ci lasciano mai indifferenti, suscitano sempre in noi delle grandi emozioni. Sono suggestivi, romantici, rivelatori… Spesso affidiamo loro le nostre speranze e i nostri desideri, come se potessero essere un confidente sicuro per far arrivare le nostre domande e le nostre emozioni a Dio.
Anche per i magi deve essere stato così: partono da oriente e decidono di seguire la stella. Non una stella qualunque, ma quella che li guiderà ad incontrare il Figlio di Dio. Tre astrologi studiosi ed esperti in materia decidono comunque di avventurarsi irrazionalmente verso l’ignoto. Tante le insidie nel loro percorso: la cometa a un certo punto sparisce, si ritrovano a chiedere indicazioni al re Erode, proprio il nemico di Gesù, che non avendo risposte si rivolge ai sapienti di Gerusalemme, ma anche loro apparentemente scettici sembrano non avere responso. I magi decidono comunque di ripartire, e solo quando si rimettono in cammino ritrovano la stella! La loro guida! La risposta alle loro domande era sempre rimasta sopra le loro teste e davanti ai loro occhi: la stella li guida verso Gesù, li conduce alla mangiatoia per l’incontro con il Re dei giudei. Da qui la svolta: non si affidano più all’ignoto ma all’incontro con Dio, e cambiano la loro rotta, la strada del ritorno.
Quante volte i nostri piani vengono scombinati? Quante volte programmiamo tutto nei minimi dettagli e i nostri impegni vengono stravolti? Ci arrabbiamo, ci innervosiamo, sembra che dobbiamo per forza avere il controllo delle nostre vite. Poi però un sogno, un’intuizione, un incontro e le nostre esistenze si sconvolgono, annullando tutte le nostre certezze. Cosa possiamo decidere di fare? Scegliere di stare fermi e ancorati nelle nostre posizioni o fidarci e affidarci, stravolgendo i nostri sentieri per seguire il nostro credo, la nostra fede, la nostra stella luminosa. Non scegliere spesso è la strada più comoda, la meno insidiosa, ma chiusi nelle nostre abitudini e radicati nei nostri limiti, quanti cieli stellati mozzafiato ci siamo persi?

scarica la pagina in pdf

Copyright Difesa del popolo (Tutti i diritti riservati)
Allegato 01atpag19e20e21.pdf (50,46 kB)