La giornata di sabato 13 maggio

Ricordo mia figlia da piccola, una domenica in chiesa, che mi dice: «Mamma, ma dov’è Dio? Se fosse qui dovrei vederlo! Dov’è? Dov’è?» e intanto con le mani stringe l’aria quasi volesse acchiapparlo questo Dio invisibile e misterioso. A volte come i bambini, e ancor più come gli adolescenti, anche da adulti ci perdiamo in discussioni filosofiche su Dio, la sua esistenza, la sua presenza.

La giornata di sabato 13 maggio

Ricordo mia figlia da piccola, una domenica in chiesa, che mi dice: «Mamma, ma dov’è Dio? Se fosse qui dovrei vederlo! Dov’è? Dov’è?» e intanto con le mani stringe l’aria quasi volesse acchiapparlo questo Dio invisibile e misterioso. A volte come i bambini, e ancor più come gli adolescenti, anche da adulti ci perdiamo in discussioni filosofiche su Dio, la sua esistenza, la sua presenza. Gesù è semplice e diretto, sia pure nel racconto di Giovanni, di sicuro l’evangelista dal pensiero più complesso: «Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto». Non è vero che Dio è invisibile, irraggiungibile, intoccabile. Almeno non è vero per il Dio di Gesù. Perché Gesù è stato visto, toccato e ascoltato. Perché ancora oggi posso vederlo, ascoltarlo e toccarlo nella sua parola che parla proprio a me, che parla proprio di me, nei sacramenti, segni che fanno quello che dicono, nella comunità con cui condivido la fede in lui, nei piccoli e nei poveri che chiedono il mio aiuto e intanto si prendono cura di me. Fin da ora lo conosco e lo vedo!

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