La giornata di sabato 14 maggio

Perdonare, porgere l’altra guancia non è un affare di buona volontà, tanto meno di buonismo. L’ho provato, Signore, sulla mia pelle, quando ho scoperto che Linda mi tradiva. Otto anni di matrimonio portano con sé qualche inevitabile stanchezza, qualche fatica. Ma il primo dell’ufficio che le ha fatto una moina, lei ci è cascata come una scema! Nel momento in cui ho capito, mi si è inchiodato lo stomaco: ho avuto una crisi di nervi, la testa scoppiava.

La giornata di sabato 14 maggio

Perdonare, porgere l’altra guancia non è un affare di buona volontà, tanto meno di buonismo. L’ho provato, Signore, sulla mia pelle, quando ho scoperto che Linda mi tradiva. Otto anni di matrimonio portano con sé qualche inevitabile stanchezza, qualche fatica.
Ma il primo dell’ufficio che le ha fatto una moina, lei ci è cascata come una scema! Nel momento in cui ho capito, mi si è inchiodato lo stomaco: ho avuto una crisi di nervi,
la testa scoppiava. Quanto male, Signore! Un dolore che non so descrivere. Anche fisico. Ma soprattutto e interiore, viscerale. È con questo che ancora sto ancora facendo i conti, giorno per giorno. Amo troppo Linda, tu lo sai, Signore, per perderla. Tentare di riavvicinarla, chiederle, parlarle, capire e farmi capire, riconoscendo anche i miei errori, le mie disattenzioni, le mie banalità, significa sommare dolore a dolore, delusioni cocenti a piccole speranze o illusioni. Signore, io non voglio perdere Linda: ma quanto male fa un percorso di reciproco perdono! Si arriverà al termine, a una vita nuova?

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