la giornata di domenica 21 aprile

È Pasqua! Preparativi, ritrovi, scambio di auguri, aria di novità, stagione che rifiorisce: tutti ingredienti che fanno un giorno di festa. Il significato della parola “pasqua” ci proietta verso un particolare stile di vita e di festa: è un passaggio. Una prima caratteristica del passaggio, e quindi della Pasqua, è la dinamicità: non riusciamo ad immaginare una Pasqua statica, ferma, monotona. Non lo è stato neanche per i primi che l’hanno vissuta: il vangelo di oggi ci racconta una giornata frenetica, di movimento, di corse, di passaggi; Maria di Magdala prima, Simon Pietro e «l’altro discepolo» poi. Non si può rimanere fermi, perché c’è stato qualcuno che ha compiuto un passaggio importante: l’amico e fratello Gesù ha continuato la dinamica della vita, quando tutto sembrava essersi bloccato! 

la giornata di domenica 21 aprile

È Pasqua! Preparativi, ritrovi, scambio di auguri, aria di novità, stagione che rifiorisce: tutti ingredienti che fanno un giorno di festa. Il significato della parola “pasqua” ci proietta verso un particolare stile di vita e di festa: è un passaggio. Una prima caratteristica del passaggio, e quindi della Pasqua, è la dinamicità: non riusciamo ad immaginare una Pasqua statica, ferma, monotona. Non lo è stato neanche per i primi che l’hanno vissuta: il vangelo di oggi ci racconta una giornata frenetica, di movimento, di corse, di passaggi; Maria di Magdala prima, Simon Pietro e «l’altro discepolo» poi. Non si può rimanere fermi, perché c’è stato qualcuno che ha compiuto un passaggio importante: l’amico e fratello Gesù ha continuato la dinamica della vita, quando tutto sembrava essersi bloccato!
Di fronte a questo non si può restare fermi, non si può nemmeno rimanere incantati a contemplare, ma ci si muove, si sente il desiderio di camminare, si corre per annunciare la bella notizia e per continuare la vita, insieme ad altri compagni di strada. Penso alle tante corse che compiamo nella nostra quotidianità verso le novità che ci attendono: mi viene in mente la corsa di un gruppo di ragazzi che dopo una faticosa camminata in montagna intravedono la meta e, nonostante la fatica, le forze sembrano rinascere perché si scorge davanti a sé la novità e si compie il passaggio. Penso ai preparativi per una festa: impegni, appuntamenti, frenesia, contatti, tutto in funzione di un passaggio da vivere, che sia un compleanno, la nascita di un bambino o l’inizio di un lavoro. I passaggi di vita mettono in cammino, spronano la curiosità e la ricerca. Eppure, ci stanno anche i cambi di scena: «l’altro discepolo» non entra, rimane fuori. Forse è abitato da una grande domanda, un punto interrogativo che blocca, che non dà la forza di entrare, di compiere il passaggio. Quanti sono gli interrogativi che si presentano nel cammino di una persona!
Penso alle piccole scelte quotidiane, ma penso anche alle scelte di vita, di studio, di lavoro. Le domande sono necessarie, permettono di fermarsi e di compiere una riflessione su di sé e sulla situazione che si presenta; se non ci fossero, probabilmente saremmo in preda a una frenesia senza sosta e senza senso. Le domande, in qualche modo, ci chiedono di fermarci, ma non di stare fermi, non ci possono bloccare. Il passaggio deve avvenire, la domanda ci aiuta a decidere il come. «L’altro discepolo» aspetta Simon Pietro e poi entra insieme a lui e la gioia è davvero grande: «e vide e credette»! Che cosa ci può aiutare a compiere il passaggio, per arrivare a vedere e credere? Il vangelo di oggi ci suggerisce una possibilità: il fratello che cammina con noi, che ci accompagna, che ci precede o che ci segue, che annuncia, che dubita, che dà speranza, che mai abbandona! La Pasqua ci aiuti a scoprire i passaggi da compiere, a fermarci sulle domande che si presentano lungo il cammino e a gustare la presenza di chi ci accompagna. Allora anche noi potremo vedere e credere! 

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