Diocesi

Ho 18 anni, vivo a Selvazzano Dentro, sono la rappresentante d’istituto del liceo Galileo Galilei di Caselle e sono una tra gli 8 milioni di studenti che in questo strano periodo stanno svolgendo la “dad”. Tre semplici lettere che stanno a significare “didattica a distanza” e cioè il metodo al quale il Ministero dell’istruzione ha fatto affidamento per portare avanti il percorso scolastico di tutti gli studenti italiani.

In tutti i 23 ospedali degli otto Paesi in cui è presente, Medici con l’Africa Cuamm ha predisposto nuovi sistemi di screening all’accettazione dei malati, con eventuale isolamento positivo dei casi dubbi di Coronavirus, per impedire che, come spesso accade nelle epidemie, gli ospedali diventino luogo di trasmissione del virus.

C’è un’inevitabile preoccupazione diffusa per il Covid 19 anche nei Paesi nel mondo dove sono operano i missionari della nostra Diocesi. Le notizie arrivano sempre puntuali tramite il Centro missionario, sono rassicuranti sulla salute dei missionari, ma descrivono situazioni ogni giorno più drammatiche in Paesi dove i sistemi sanitari sono fragili, se non addirittura già al collasso, e dove spesso lo Stato non è in grado di garantire diritti essenziali.

Fino a 60 ospiti in più: sono questi i numeri delle tre Cucine popolari che, ogni giorno, assicurano un pasto caldo e un momento di ascolto alle persone in difficoltàa  Bologna. Con i volontari over 65 costretti “in panchina”, decine di giovani volontari hanno fatto il loro esordio

Si sente un miracolato, un graziato, don Massimo, il parroco di Conche e Valli di Chioggia che lo scorso 7 marzo è stato ricoverato a Piove di Sacco in condizioni critiche per la gravità dei sintomi da Covid-19. Ora racconta alla Difesa la lotta per la vita del mese trascorso in ospedale e guarda a come questa esperienza cambierà il suo essere uomo e prete.

Il religioso vicentino, da una decina d'anno attivo al santuario della Madonna dell'Olmo, non ha superato il contagio da Covid-19 e lunedì il suo cuore ha cessato di battere. Il dolore e lo smarrimento della comunità cappuccina, ancora in apprensione per fra Michael, eritreo, anche lui ricoverato al Covid hospital di Santorso.

«Il Signore sa trarre profitto anche dai nostri peccati per farci maturare, per farci crescere, per santificarci. Signore Gesù quando noi impareremo a essere come te: strenui nemici del peccato, non conniventi del peccato, ma insieme fiduciosamente amici del peccatore?» Con questa frase, tratta dalla sua ultima omelia, pronunciata i primi giorni di aprile del 1995, ci ha salutato 25 anni fa (era Giovedì santo) mons. Luigi Rossi, un sacerdote che ha lasciato in segno sia come “prete di curia”, sia come parroco.