Diocesi

Parole e volti. Come la Chiesa educa alla carità? Le grandi esperienze di un tempo, come l'obiezione di coscienza, non esistono più. Ma oggi è il territorio a iniziare i giovani al servizio. Le storie di Sara e Anna. "Fissare lo sguardo significa guardare non solo con gli occhi, ma anche con il cuore per valorizzare il prossimo nel profondo".

Vigonza e Peraga, Conselve e Palù, Murelle e Caselle de' Ruffi, dove sabato e domenica il vescovo ha presieduto le celebrazioni d'ingresso di don Claudio Zuin e don Mirco Zoccarato. Ma anche Cristo Risorto che accoglie don Federico Camporese, la Madonna Pellegrina dove fa il suo ingresso don Umberto Sordo.
E con loro tutte le comunità e tutti i parroci che in queste settimane vivono il travaglio del cambiamento, gravido di ansie come di speranze, di progetti coltivati come di timori per la complessità del compito che è di fronte a ciascuno.
Se nessuna comunità è uguale all'altra, se nessun ingresso è uguale all'altro, viverne tanti concentrati in due giorni aiuta a cogliere meglio il senso di una missione condivisa, di uno stile che dovrebbe accomunare, di un orizzonte che va oltre la semplice fisionomia parrocchiale, oltre il contingente, oltre il nostro stesso limite umano. E che si nutre di alcune parole chiave: servizio, lealtà, condivisione. Tra preti e laici, tra parrocchie di una stessa chiesa.

Martedì 23, alle 18.15, ripendono gli incontri culturali promossi dal Centro universitario di via Zabarella. Il percorso annuale svilupperà il tema-domanda: "Quale città?". Nel primo incontro interverrà il filosofo Umberto Curi, per introdurre il tema. La riflessione degli incontri successivi si articolerà a partire da alcune icone di città presenti nelle Scritture.

Altro appuntamento a scandire il centenario dell'Istituto Barbarigo sarà il 28 ottobre: inizia “Barbarigo che emoziona”, la visita guidata al palazzo Genova, sede storica dell’istituto, e al “giardino delle palme”. Open day e visite guidate.

Ricominciano le attività dei centri parrocchiali, ma con una grande novità: la tessera virtuale, capace di parlare il linguaggio dei tempi e dell'innovazione. La segreteria provinciale: «L’augurio che rivolgo a tutti i nostri circoli per il nuovo anno appena iniziato, e per il futuro, è quello di riuscire a fare rete in modo costruttivo ed efficace, ideando nuovi progetti comuni e “camminando” insieme alla parrocchie vicine».

Nel pomeriggio di sabato l'ingresso di don Alessandro Spiezia a Vigonza, accompagnato dal ringraziamento delle comunità di Zugliano, Grumolo e Centrale dove ha trascorso gli ultimi quattro anni e accolto dal saluto del sindaco prima della celebrazione presieduta dal vescovo Claudio. «Da soli – ha ricordato il vescovo nella sua omelia – non possiamo farcela, ci stancheremmo presto lungo la via. È nella comunione fraterna che misuriamo la nostra capacità di escludere doppi fini e interessi personali, per servire il Signore con lealtà e purezza di spirito».

Dopo don Alessio Bertesso ad Abano Terme e don Erick Xausa a Bastia di Rovolon, questo fine settimana il vescovo Claudio accompagna all'incontro con le loro nuove comunità i parroci di Vigonza don Alessandro Spiezia, Conselve don Claudio Zuin, Murelle e Caselle de' Ruffi don Mirco Zoccarato. A Padova, la Madonna Pellegrina accoglie don Umberto Sordo. Ecco il programma.

Venticinque operatori pastorali delle parrocchie di Montegaldella e Ghizzole hanno trascorso una domenica per riflettere insieme sul testo scaturito dal sinodo dei giovani della Chiesa di Padova. Don Paolo Zaramella, coordinatore del sinodo, ha favorito spunti di riflessione. Ne è emerso il forte bisogno di dialogo e confronto intergenerazionale. «Spesso vengono realizzati documenti molto belli e con propositi alti ma l’attuazione è un’altra cosa. Per questo abbiamo cercato di pensare a modalità nuove per concretizzare le idee; lo abbiamo fatto ragionando a piccoli gruppi, con il metodo utilizzato anche durante il Sinodo».

Da mercoledì 24 ottobre e per i due successivi catechisti e accompagnatori della Iniziazione cristiana del Vicariato di Asiago si incontrano per conoscere "Vita morte e miracoli dei Vangeli", guidati dalla biblista Beatrice Bortolozzo. Durante i primi tre appuntamenti di questo ottobre, relatrice e partecipanti proveranno a rispondere assieme ad alcune domande: sono stati proprio i quattro evangelisti a scrivere i testi? Quando sono stati scritti? Perché tra loro sono diversi in certi punti, mentre in altri corrispondono?