Cosa vuol dire essere santi oggi? A Montà e Sant'Ignazio quattro incontri per domandarselo

Cosa vuol dire essere santi? E oggi è ancora possibile esserlo? A queste domande cerca di dare risposta un ciclo di incontri organizzato dalle parrocchie padovane di san Bartolomeo e sant’Ignazio che dopo il primo appuntamento del 3 ottobre ritorna alle 21 del 7 novembre presso il patronato di San Bartolomeo e del 6 febbraio e 20 marzo presso quello di Sant’Ignazio.

Cosa vuol dire essere santi oggi? A Montà e Sant'Ignazio quattro incontri per domandarselo

«L’idea – spiega don Massimo De Franceschi parroco di san Bartolomeo – è nata dalla duplice esigenza di collaborare come parrocchie e fare formazione per vivere la nostra vocazione umana e cristiana che, secondo me, vuol dire scoprire se stessi e cercare di realizzare la propria vita nel confronto con gli altri. Il testo che suggeriamo negli incontri è il “Gaudete et exsultat”, l’esortazione apostolica sulla via della santità in cui il Papa parla della santità che parte dal vissuto personale e si esprime nella vita quotidiana».

Gli incontri sono guidati da padre Giorgio Bonaccorso (monaco di Santa Giustina e docente universitario) che con la sua esperienza, la sua profonda conoscitore della parola di Dio e la sua conoscenza della cultura contemporanea aiuta i partecipanti a riflettere su cosa vuol dire la santità oggi. Durante gli incontri alla lettura iniziale di alcune parti dell’esortazione apostolica segue un’interpretazione del testo che padre Giorgio cala all’interno della cultura contemporanea dando spazio alle domande e al confronto tra i partecipanti.

«Abbiamo scelto – prosegue – di distanziare nel tempo gli incontri perché volevamo dar modo a chi partecipa di mettere in pratica le riflessioni emerse negli incontri nella propria vita quotidiana».

La santità oggi non è un cliché unico a cui uno deve uniformare la sua vita ma al contrario è scoprire il proprio nome e la propria identità.  

«Trova l’Antonio o il Francesco che è in te - è l’esortazione di padre Giorgio ai partecipanti – perchè la vera santità è solo di Dio ma per noi umani santità è rispondere quando Lui ci chiama per nome».

Il santo è quindi colui che trova il proprio nome e realizza la propria storia, capisce di essere riconosciuto da uno sguardo amorevole e cambia la propria vita. Nel nostro tempo si è santi perché si è amati e quindi si impara ad amare.

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