Cuamm. Riprendono le partenza per l'Africa. Dove contenere il covid e la paura è la priorità

Andrea Sandrini, veronese di 32 anni, tra i primi cooperanti a partire per il Sud Sudan il 15 giugno: «Importante rimanere solidali».

Cuamm. Riprendono le partenza per l'Africa. Dove contenere il covid e la paura è la priorità

Riprendono le partenze per l’Africa degli operatori di Cuamm, dopo che il lockdown degli ultimi mesi ha bloccato i collegamenti tra Europa e Africa, pur non arrestando i progetti dell’organizzazione negli otto paesi in cui è presente, che sono stati portati avanti con grande sacrificio dagli operatori rimasti in loco.

Tra i primi a partire, lunedì 15 giugno, Andrea Sandrini, veronese di 32 anni, che andrà in Sud Sudan a lavorare come amministratore dei progetti dell’area di Yirol. Non è la prima volta in Africa per Andrea Sandrini, che ha già vissuto in Mozambico e che a metà novembre era partito sempre con Medici con l’Africa Cuamm per l’Angola, come racconta:

«A metà febbraio ero rientrato in Italia per seguire delle pratiche per il visto angolano: sarei dovuto ripartire in poco tempo, ma la pandemia mi ha bloccato a Verona. Come i colleghi della sede di Padova, anche io ho lavorato in smart working in questi mesi, gestendo per quanto possibile i progetti dell’area rurale di Chiulo, in Angola, da casa. Mentre ero qui, Cuamm mi ha proposto di spostarmi in Sud Sudan e ho accettato volentieri. Il Sud Sudan è un paese estremamente fragile, con un sistema sanitario praticamente inesistente. Ho sempre sperato di poter andare lì a dare il mio contributo e penso sia importante farlo anche ora. In Sud Sudan e in altri paesi africani i casi di coronavirus stanno aumentando proprio in questi giorni, ma il virus purtroppo è l’ultimo di una lista di problemi. Per questo penso sia importante partire e continuare ad essere solidali».

L’interesse per l’Africa si è sempre respirato in casa di Andrea Sandrini, che è legato a Cuamm anche da una storia famigliare:

«Sono i miei genitori ad avermi fatto conoscere Medici con l’Africa Cuamm, perché mio padre è chirurgo e prima che nascessi è stato due anni in Uganda con mia madre. Lui operava e lei, che è una maestra, collaborava alla gestione dei progetti, ma guidava anche l’ambulanza quando necessario! Quindi direi che la passione per il mondo della cooperazione viene proprio dai miei genitori».

Una volta in Sud Sudan, Andra Sandrini dovrà sottoporsi a una quarantena preventiva di 14 giorni, dopo la quale potrà prendere servizio nell’ospedale di Yirol, sostituendo un collega italiano che negli ultimi mesi ha rimandato il rientro per poter dare continuità all’intervento.

Medici con l’Africa Cuamm è presente a Yirol dal 2006 e negli ultimi mesi ha attrezzato l’ospedale con tende di isolamento e nuove procedure di accettazione, per evitare che la struttura diventi un focolaio di contagio, come spesso succede nelle epidemie.

In Africa, pur essendo i dati sottostimati, la diffusione del virus sembra contenuta, ma preoccupano gli effetti indiretti dell’epidemia. Negli ultimi mesi molte persone hanno scelto di non andare in ospedale per paura del contagio, i malati cronici o sieropositivi non riescono più a seguire le terapieMolto spesso le donne si trovano a partorire e affrontare le complicazioni del parto in casa. Per questo Medici con l’Africa Cuamm non ha voluto lasciare le aree di progetto nel corso delle prime fasi della pandemia: per preparare la risposta, tenere attivi i servizi salva-vita nonostante il coronavirus e combattere, oltre al virus, la paura che genera nelle persone.

Per mettere in sicurezza gli ospedali e le comunità in cui Medici con l’Africa Cuamm è presente, occorre assicurare mascherine, tute e guanti per il personale dell’ospedale, ma anche termometri e saturimetri, oltre che formazioni del personale e delle comunità per la gestione di casi Covid-19.

È possibile sostenere Medici con l’Africa Cuamm con una donazione online su wwww.mediciconlafrica.org

Fonte: Cuamm Medici con l'Africa

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Fonte: Comunicato stampa