Grestyle, incontri dei coordinatori: «Siamo testimoni, prima di tutto»

Dal primo weekend di formazione per coordinatori del grest, gli 80 partecipanti sono tornati entusiasti e ricaricati. L’approfondimento è partito dai dubbi, a volte molto concreti, di chi organizza la proposta estiva nelle parrocchie. L’Ufficio di Pastorale dei giovani e Noi Padova quest’anno hanno arricchito la proposta formativa del Grestyle.  

Grestyle, incontri dei coordinatori: «Siamo testimoni, prima di tutto»

Quando si è immersi nel vortice delle mille attività da gestire, è difficile trovare il tempo per riflettere a fondo sul proprio ruolo, ancor più se è di coordinatore. A maggior ragione se quel vortice si chiama grest e per migliaia di ragazzi di tutta la Diocesi rappresenta un momento estivo irrinunciabile. Non solo per il divertimento, la condivisione, ma anche come occasione di servizio ed esperienza di comunità. Per questo l’ufficio di Pastorale dei giovani e Noi Padova hanno arricchito la proposta formativa Grestyle, rivolta agli animatori e giunta alla sua quarta edizione, con un percorso dedicato ai coordinatori e a tutti quegli adulti – parroci, cappellani, genitori – che danno il loro contributo nella realizzazione di questa importante esperienza estiva.

Dal primo weekend di incontri, che si è svolto il 21 e 22 febbraio nella parrocchia di Santa Maria Assunta di Albignasego, i circa 80 partecipanti ai due moduli sono tornati a casa entusiasti. «L’incontro mi ha caricata di tanta energia e mi ha dato un forte coraggio per affiancarmi agli adolescenti che si mettono in gioco come animatori e che, attraverso la loro voglia di fare questo servizio per i più piccoli, sono alla ricerca di un qualcosa o di qualcuno – racconta Sandra Pasquetto di Maserà – Spetta a noi adulti dare una testimonianza cristiana nell'affiancare, animare, educare e sostenere. Non mancano i dubbi sul come fare tutto questo, ma credo che dietro a ogni sfida educativa sia Dio stesso a chiamarci». La proposta formativa rivolta ai coordinatori è partita proprio da qui: dalle loro incertezze, a volte molto pratiche. Venerdì sera ai 55 partecipanti al primo modulo, è stato chiesto infatti di tradurre i loro principali dubbi operativi in una domanda: cosa devo fare se…?. «Le richieste avanzate sono raggruppabili in alcune macro-aree – spiega Giorgio Pusceddu della Pastorale giovanile – le sfide legate all’accompagnamento del gruppo degli adolescenti, la gestione dei bambini in alcune situazioni delicate, la responsabilità civile del coordinatore e la tutela della privacy in rapporto alla comunicazione sui social e alla diffusione di foto e video».

Questioni a cui gli organizzatori hanno cercato di rispondere, puntando ad arricchire sia il bagaglio umano, sia la cassetta degli attrezzi dei coordinatori. Venerdì sera si è parlato di responsabilità civili e penali legate alla custodia e alla cura dei minori. Nel corso della serata, in cui sono intervenuti don Antonio Oriente e l’avvocato Giuseppe Comotti, è stata presentata la bozza di un vademecum, realizzato con Sinai (Servizio di informazione e aiuto della diocesi). Sabato invece, con l’aiuto del pedagogista di comunità Matteo Pasqual, l’attenzione dei 30 iscritti si è focalizzata sulla sfida educativa del grest, mettendo ben in evidenza l’aspetto che i coordinatori non devono mai perdere di vista: «Abbiamo riflettuto sull’importanza della fede come valore aggiunto che distingue il grest da altre proposte simili – racconta Giacomo Maniero di Selvazzano – La fede è alla base dell’esperienza pastorale del grest, che pur nella sua brevità lascia a molti bambini e adolescenti un ricordo indelebile che li accompagna per il resto dell’anno».

Due giorni di formazione breve ma intensa, dunque, di cui i partecipanti hanno apprezzato non soltanto i contenuti ma anche il fatto di essere un’occasione per scambiare buone pratiche con i “colleghi” coordinatori. «Il confronto con gli altri responsabili del grest è stato molto stimolante e utile per prendere spunto dalle loro esperienze e allacciare rapporti di collaborazione» osserva Emma Babolin.

La proposta si ripeterà anche venerdì 20 marzo (dalle 20.30 alle 22.30) e sabato 21 (dalle 9 alle 17) nel patronato del Sacro Cuore di Padova. È possibile iscriversi separatamente ai due incontri, entro il 16 marzo, compilando il modulo online sul sito giovanipadova.it 

Per gli animatori, invece, tornano i due moduli base e avanzato lanciati da Grestyle. Il primo, dedicato ai giovanissimi di prima e seconda superiore, ha come tema portante “Giocare”: le attività comprendono laboratori su vari generi di giochi e approfondimenti sulle varie fasi, dalla preparazione alla conduzione. Il secondo, pensato invece per i giovani dalla terza superiore in su, è dedicato al tema del “Comunicare”: dal come raccontare contenuti e sentimenti in un gruppo di pari al come raccontare Dio in modo efficace. A coordinare gli incontri – che si svolgeranno il 18 e 19 aprile nel patronato Pio X di Cittadella e il 9 e 10 maggio in seminario minore a Rubano – saranno una trentina di animatori con esperienza nell’ambito del grest. I moduli sono pensati su un ciclo di quattro anni per una formazione globale dell’animatore del grest.

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