Ordo Virginum. Silvia Sandon, un sì a Dio è possibile

Silvia Sandon è una delle due donne che domenica 6 ottobre alle 11.30 in Cattedrale viene consacrata all'Ordo Virginum dal vescovo Claudio. Una scelta nata grazie alle tante esperienze vissute in parrocchia, fin da bambina, ad Assisi, nell'Azione cattolica parrocchiale, vicariale e diocesana, nel volontariato, nei gruppi vocazionali. E non sono mancate le esperienze di fidanzamento. Ci sono stati momenti in cui Dio era lontano, momenti in cui ha fatto di testa sua. Ma «Dio è molto bravo a stupire – dice – a farmi soffermare sui particolari e su ciò che di bello lui desidera per me. Dio mi ha sempre aspettato ed è rimasto fedele al suo desiderio di donarsi a me».

Ordo Virginum. Silvia Sandon, un sì a Dio è possibile

Domenica 6 ottobre Silvia Sandon e Ivana Callegaro vengono consacrate all’Ordo Virginum. Il 7 ottobre si festeggia santa Giustina, immagine della vergine consacrata, considerata quasi la patrona dell’Ordo. 

«Provo emozione, trepidazione, attesa sempre più traboccante del desiderio di appartenere al Signore e di accogliere ciò che Lui ha pensato per me» racconta Silvia quando le viene chiesto come si sente a pochi giorni dalla consacrazione. Silvia ha 38 anni, è originaria della parrocchia di Montemerlo, nella vita lavora all’ufficio per l'annuncio e la catechesi della Diocesi, ha fatto vita di parrocchia, campi giovanissimi, esperienze di fraternità e anche di fidanzamento. Ha avuto momenti di crisi e di grande gioia, ma «Dio è molto bravo a stupire – dice – a farmi soffermare sui particolari e su ciò che di bello lui desidera per me. Sento che si sta preparando anche Lui, con me e davvero mi sta regalando incontri, cene, momenti in famiglia, a casa di amici e in comunità che neanche se avessi ingaggiato una “wedding planner” avrei potuto pensare e preparare in ogni dettaglio».

«La scelta di consacrazione – continua –  è nata grazie a tutte le esperienze che ho vissuto nella mia vita. Sicuramente il servizio in parrocchia è stato essenziale: iniziato fin da bambina grazie all’esempio dei miei genitori e poi dei miei educatori e di coloro che mi hanno portato a dare quei piccoli aiuti che ancora oggi condivido nella mia comunità. Potrei dire che l’inizio del mio discernimento cade nell’estate 1998, durante un campo giovanissimi ad Assisi e da lì, riconosco che Dio ha tessuto l’abito della mia chiamata grazie agli incontri e alle esperienze che mi ha fatto vivere, anche quelle difficili e a volte incomprensibili».

Quali sono state le esperienze più significative?

«L’Azione cattolica parrocchiale, vicariale e diocesana: mi hanno donato amicizie e legami ancora oggi importanti. Poi dai 18 anni ho iniziato a collaborare con le parrocchie della mia zona e quindi il mio lavoro in Diocesi nell’ufficio per la catechesi: tutte esperienze che continuano a essere un’occasione propizia per accogliere, confrontarmi, arricchire e condividere la mia fede. Poi ho avuto la possibilità di “uscire” dalla mia comunità condividendo percorsi formativi che mi hanno aperto alla missione con i padri e le suore Sma-Nsa di Feriole, alla fraternità con diverse esperienze di volontariato, alla ricerca della mia strada, in particolare con il cammino delle 10 parole con i frati francescani di San Pancrazio. Ho vissuto anche due anni propizi con il gruppo vocazionale della nostra Diocesi, nel 2004 e 2006 e per me è sempre stato importante affidarmi alla guida di un padre spirituale perché mi hanno aiutato a tenere aperta e viva la mia ricerca, affinando l’orecchio alla voce del Signore».

«Non sono mancate le esperienze di fidanzamento – aggiunge Silvia – momenti in cui ho allontanato un po’ Dio dalla mia vita e altri, e sono molti, nei quali ho fatto di testa mia… rallentando i passi… ma Dio mi ha sempre aspettato ed è rimasto fedele al suo desiderio di donarsi a me. E lo accolgo nella mia vita riconoscente di tutto il bene che mi vuole e dei modi sorprendenti con cui, ancora oggi, si fa presente nel mio quotidiano».

L’Ordo Virginum permette alla donna di vivere in libertà lo specifico della consacrazione e di viverlo nella comunità parrocchiale, nel proprio ambito professionale, in famiglia, con gli amici. Le donne che vengono consacrate all'Ordo giungono da percorsi molti differenti (ci sono infatti avvocati, medici, insegnanti, architetti, impiegate, operatrici socio sanitarie), si fanno testimoni di una scelta consapevole, vivono nella quotidianità, in mezzo alle persone, accomunate da una scelta che nasce da un forte innamoramento e portano un messaggio di amore nuziale molto intenso. Una scelta che è per tutta la vita, proprio come il matrimonio, una scelta che richiede coerenza e responsabilità. Una scelta che diventa testimonianza. 

«Spero che la testimonianza che continuerò a donare – afferma Silvia – sia quella di una donna amata da Dio che cerca ogni giorno, con gioie, fatiche e combattimenti di corrispondere al Suo amore. Sento in me tutta la bellezza di essere battezzata, di essere figlia, di appartenere al Signore e alla Chiesa. Sono onorata di vivere nella “mia” Chiesa diocesana alla quale sono molto riconoscente. Per me l’esempio di molti preti e consacrati continuano ad essere testimonianza che “un sì a Dio è possibile”. Anche nel mio quotidiano sento che non sarò sola in questo cammino e da sempre la preghiera di molte persone mi ha accompagnato e aiutato ad affrontare la vita e ad accogliere i grandi doni di Dio». 

Cosa cambierà dopo la consacrazione in te, nella tua vita?

«Nella mia vita, grazie al cammino di discernimento, ho imparato a non farmi troppi progetti, a non crearmi illusioni e soprattutto a non pensare troppo a quello che potrei fare “io Silvia”… Tre anni fa, dopo gli esercizi spirituali ignaziani mi sono finalmente arresa a Dio e ho iniziato a fare mia la preghiera “Signore fai tu”. E così continuerò, fiduciosa che Dio saprà provvedere a me e a darmi la gioia di vivere ciò che mi verrà chiesto anche dai miei voti di castità, povertà e obbedienza al Vescovo. Cambierà qualcosa del mio modo di essere perché sarò completamente del Signore, ma confido che tutto avvenga con l’aiuto di chi incontrerò, delle esperienze che vivrò, certa che non sarò mai sola».

«A chi mi conosce, e che ringrazio per ciò che condivide con me – conclude – chiedo semplicemente di continuare a esserci e di unire la sua preghiera alla mia per compiere, insieme, la volontà che Dio ha per ciascuno di noi».

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