Rimanete nel mio amore: produrrete molto frutto. Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani dal 18 al 25 gennaio

In Diocesi di Padova, come da tradizione, è anticipata dal convegno ecumenico che quest’anno ha come tema “Quali silenzi?”. A San Giuseppe si terrà, lunedì 18, la veglia ecumenica

Rimanete nel mio amore: produrrete molto frutto. Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani dal 18 al 25 gennaio

Si aprirà a breve la tradizionale settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, dal 18 al 25 gennaio. Trovandoci ad abitare un mondo spesso smemorato e poco attento all’azione dello Spirito Santo, è importante sottolineare l’aggettivo “tradizionale” per indicare come la via ecumenica, intrapresa dalle Chiese, abbia già con sé una lunga storia alle spalle. Per quanto riguarda la Chiesa cattolica romana bastano due date. Se è dal 1968 che i testi di preghiera per la settimana ecumenica sono preparati congiuntamente dalla Commissione Fede e costituzione del Consiglio ecumenico delle Chiese e il Pontificio consiglio per la Promozione dell’unità dei cristiani, è dal 1935 che nella Chiesa cattolica romana tale appuntamento di preghiera è sentito e vissuto.

Quest’anno i testi per la preghiera sono stati elaborati con la partecipazione della comunità monastica di Grandchamp in Svizzera. Si tratta di una comunità monastica femminile, nata negli anni ’30 all’interno della tradizione riformata Svizzera, come scoperta e valorizzazione, accanto alla Parola di Dio, del silenzio che accoglie, fa crescere e maturare la Parola ascoltata. In breve tempo la comunità di Grandchamp si è aperta con naturalezza all’impegno ecumenico e oggi è composta da una cinquantina di sorelle di diversa tradizione ecclesiale.

Il tema proposto quest’anno è «Rimanete nel mio amore: produrrete molto frutto» (Gv 15,5-9). Ma come rimanere nell’amore di Cristo in una quotidianità spesso corrosiva? Le sorelle di Grandchamp ci indicano e testimoniano con la loro quotidianità, fatta di incontri, lavoro e ospitalità, che proprio la via del silenzio è la strada buona per rimanere nell’amore del Signore e portare un frutto autentico, nato dalla parola creatrice di Dio.

Il convegno ecumenico sul tema del silenzio

Dall’importanza del silenzio, testimoniato dalle sorelle di Grandchamp, nasce il convegno ecumenico di quest’anno, che si terrà nella forma di un webinar venerdì 15 gennaio, alle ore 20.45. Come l’anno precedente, è stato pensato e organizzato dal Consiglio delle Chiese cristiane di Padova. In esso lavorano assieme cattolici romani, ortodossi rumeni, metodisti, valdesi e luterani.

Il titolo “Quali silenzi?” pone l’accento sul discernimento necessario per distinguere i buoni dai cattivi silenzi. Ci sono infatti silenzi fecondi, che aprono alla vita e con saggia cura la custodiscono, e silenzi cattivi che diventano complici, se non anche responsabili, del male. All’origine di tali cattivi silenzi spesso troviamo l’indifferenza, oppure la mancanza di un pensiero critico attento e responsabile, che rende sguarnita la difesa, indispensabile per custodire la memoria di Dio e difendere la fragilità dei fratelli.

Questa duplicità del silenzio sarà investigata grazie agli interventi di Anna Rosa Ambrosi, iconografa e attenta conoscitrice della spiritualità cristiana slava, e di Alberto Peratoner, filosofo e consulente della Congregazione Mechitarista di San Lazzaro (Armeni).

La veglia ecumenica a San Giuseppe

Sempre il Consiglio delle Chiese cristiane di Padova ha pensato il momento di preghiera ecumenico che si celebrerà lunedì 18 gennaio alle ore 18.30, con la presenza del vescovo Claudio e dei rappresentanti delle altre Chiese cristiane di Padova. Quest’anno l’appuntamento è ospitato dalla parrocchia cattolica romana di San Giuseppe in Padova. La scelta nasce dal bisogno e dalla volontà di riportare all’attenzione del popolo di Dio la questione ecumenica, in una fraterna ospitalità, per far crescere conoscenza e stima reciproche.

Il segno che contraddistinguerà la celebrazione è stato scelto dalle sorelle di Grandchamp e trae origine da un monaco palestinese del 6° secolo: Doroteo di Gaza. Egli scrive: «Immaginate un cerchio disegnato per terra, cioè una linea tracciata come un cerchio, con un compasso e un centro. Immaginate che il cerchio sia il mondo, il centro sia Dio e i raggi siano le diverse strade che le persone percorrono. Quando i santi, desiderando avvicinarsi a Dio, camminano verso il centro del cerchio, nella misura in cui penetrano al suo interno, si avvicinano l’uno all’altro e più si avvicinano l’uno all’altro più si avvicinano a Dio. Comprendente che la stessa cosa accade al contrario, quando ci allontaniamo da Dio e ci dirigiamo verso l’esterno. Appare chiaro, quindi, che più ci allontaniamo gli uni dagli altri, più ci allontaniamo da Dio».

don Enrico Luigi Piccolo
direttore dell’ufficio diocesano di pastorale dell’ecumenismo e del dialogo interreligioso

Qohelet

La Giornata del dialogo ebraico-cristiano porta a conclusione la lettura delle cinque Meghillot (i cinque Rotoli). Si tratta della raccolta dei libri di Rut, Cantico dei Cantici, Qohelet, Lamentazioni, Ester che si trovano nella terza sezione della Bibbia ebraica. Quest’anno è proposto il Qohelet. La giornata, che è il 17 gennaio ma quest’anno viene anticipata a giovedì 14, vedrà gli interventi di rav Adolf Aharon Locci, rabbino della Comunità ebraica di Padova, e don Maurizio Rigato, biblista della Facoltà teologica del Triveneto. Sarà possibile seguire il webinar nel canale Yuotube del Consiglio delle Chiese cristiane di Padova dalle ore 18.30.

La settimana al santuario di San Leopoldo

Padova vanta un grande testimone e profeta del desiderio di unità tra le chiese: san Leopoldo Mandic. Pur essendo conosciuto dai più come il frate consacrato al confessionale o come il patrono dei malati di tumore, san Leopoldo ha sempre coltivato l’anelito all’unità della Chiesa. In forza di questo carisma ecumenico, durante la Settimana il convento dei Cappuccini di Padova ospiterà la celebrazione eucaristica per chiedere a Dio il dono dell’unità tra tutti i cristiani delle diverse confessioni. Per alcuni potrebbe sembrare strano che si scelga la messa come forma di preghiera in questa settimana. Sappiamo, infatti, che proprio l’eucaristia celebrata diventa il segno tangibile della divisione tra i cristiani. Ma non sono i santi segni di Dio a determinare la divisione. Sono semmai la storia, i fraintendimenti e l’uso distorto delle cose di Dio che hanno portato alla divisione tra le Chiese. Dal 18 al 22 le celebrazioni saranno alle 18.30, mentre sabato 23 e domenica 24 alle 18. Il vescovo Claudio presiederà l’eucaristia lunedì 25 alle 18.30.

Unità dei cristiani, impegno di ogni vescovo
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A suggellare la memoria di queste due ricorrenze, il Pontificio consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani ha da poco presentato un documento dal titolo Il vescovo e l’unità dei cristiani. Sembra proprio un vivo auspicio affinché l’impegno universale del successore di Pietro per l’unità della Chiesa sia l’impegno di ogni vescovo all’interno della propria Chiesa locale.

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