Fatti

In Italia milioni di persone sono guarite da un tumore ma rischiano di subire discriminazioni nell’accesso a servizi come la stipula di assicurazioni e di mutui, l’adozione di un figlio e l’assunzione sul lavoro”. La norma, richiesta da Fondazione Aiom attraverso l’iniziativa “Io non sono il mio tumore”, permetterebbe all’Italia di seguire l’esempio virtuoso di altri Paesi europei che già tutelano i propri cittadini ex pazienti oncologici

Stamattina presto nel paese di Maiac, nel distretto di Grigoriopol, due esplosioni si sono sentite alle 6.40 e 7.05. Subito sono stati inviati tutti servizi specializzati della Transnistria, secondo quanto dice il centro della stampa del ministero dell’interno della Transnistria.

Donne in diminuzione tra i collaboratori e in crescita tra professionisti. E' stato aggiornato l'osservatorio sui lavoratori parasubordinati, che riporta l'andamento del periodo 2015-2020 delle informazioni su professionisti e collaboratori iscritti alla Gestione separata

“Far ripartire i negoziati altrimenti questo conflitto si prolungherà all'infinito e distruggerà tutto. Nessuno si salverà. Nessuno rimarrà sulla terra Ucraina. Tutti partiranno e fuggiranno via. E lì sarà un campo di battaglia. Non finirà. Tutti pagheremo questa guerra che già sta avendo un costo altissimo”. A chiederlo è il vescovo di Chişinău, mons. Anton Cosa, all’indomani delle esplosioni che sono avvenute ieri a Tiraspol, capitale della Transistria. “Temo anche le provocazioni che possono partire da dentro il nostro paese”, aggiunge il vescovo, e “rischiano di dare ai russi un pretesto in più per intervenire”

Prima tappa del viaggio Sir in Moldova per stare a fianco degli ucraini in fuga dalla guerra e di chi li accoglie. Siamo nel Centro don Bosco di Chişinău. Odessa dista solo 180 chilometri. “Accogliere queste persone – dice don Sergio Bergamin, salesiano di Padova e responsabile dell’oratorio - significa accogliere il dramma che stanno vivendo, mettersi in ascolto del dolore e del grido che hanno dentro. Significa fare silenzio quando fanno fatica a parlare e ascoltarli quando invece hanno bisogno di qualcuno con cui sfogare i loro problemi. Una signora ieri mi diceva di aver saputo che la sua casa a Mykolaiv è stata bombardata”

In Moldova, uno dei paesi più poveri del Vecchio Continente, sono affluiti dallo scoppio della guerra in Ucraina oltre 400 mila profughi ucraini, in larga parte donne, bambini, anziani. A Chişinău la piccola chiesa locale ha attivato una rete di aiuto per dare loro accoglienza e conforto. Nel Paese cresce anche la paura di un allargamento del conflitto con la Transnistria che potrebbe diventare il nuovo Donbas. La voglia di Europa dei giovani

La notte del 24 aprile è trascorsa relativamente tranquilla in molte regioni dell'Ucraina. Tuttavia, si sono sentite esplosioni in diversi oblast e sono continuati i bombardamenti. Lo riferisce la Pravda ucraina con riferimento ai dati comunicati dai capi delle regioni alle 8 di mattina del 24 aprile. In questo contesto di pericolo e sangue, i cristiani – ortodossi e greco-cattolici – stanno celebrando oggi la Pasqua secondo il calendario giuliano. “Cristo cammina attraverso le nostre porte chiuse di paura, incertezza, persino attraverso il nostro dolore e la nostra sofferenza”, assicura il Capo della chiesa greco-cattolica, Sviatoslav Shevchuk, nel suo messaggio pasquale. “Sta attraversando la tragedia della sofferenza e tutti i pericoli della guerra. E ci porta la sua gioia celeste per dare all'Ucraina, al suo popolo, a ciascuno di noi, la sua pace”

Si sono visti missili oggi nel cielo di Odessa e per la prima volta, dall’inizio del conflitto, sono stati attaccati obiettivi civili. Ci sono morti ma il numero delle vittime è ancora tutto da definire. L’attacco è avvenuto a poche ore dall’inizio della Pasqua e da Odessa, padre Roman Krat, parlando al Sir, rivela un particolare preoccupante: su uno dei missili lanciati, c’era la scritta in russo, “Cristo è Risorto”