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Il coronavirus in Perù impatta in un Paese caratterizzato, come del resto tutto il continente, da vaste sacche di povertà e diseguaglianza. Ma anche da un livello di individualismo, sfiducia, sfilacciamento istituzionale, corruzione, particolarmente elevato. Proprio per questo, nell’intervista realizzata con il Sir, mons. Carlos Castillo Mattasoglio, arcivescovo di Lima, insiste sulla necessità di un forte cambiamento morale e culturale, che deve vedere come protagonista una Chiesa ricentrata sulla dimensione comunitaria, più che presa dall’idea “di salvarsi l’anima individualmente”.

Il punto della situazione sull'isola con Phil McCarthy, amministratore delegato di “Caritas Social Action Network”, agenzia della Conferenza episcopale cattolica di Inghilterra e Galles nel campo sociale. Un network che raccoglie 48 associazioni operanti con bambini e adulti vulnerabili, anziani, senzatetto, rifugiati e disabili. “Spero che vi sarà il buon senso di gestire la pandemia senza rischi inutili”, afferma al Sir. Intanto si registra un aumento vertiginoso della povertà, alla quale le caritas cercano di dare risposta

La povertà, anche alimentare, è una delle conseguenze più dirette della pandemia. Ecco perché diventa ancora più importante donare alle organizzazioni il cibo in più da distribuire ai poveri. Con le donazioni alla Protezione civile, Provincia, Diocesi e Acli di Padova hanno potuto distribuire alimenti che sarebbe andati buttati. Il Banco alimentare riceve, per la prima volta, richieste dirette. 

Il commento della Focsiv dopo il rilascio della volontaria milanese. La questione della sicurezza dei cooperanti. E la lettera che Eva Pastorelli le aveva scritto a ottobre alla Conferenza di CSVnet: altro che persone “ingenue, un po’ folli, illuse di poter cambiare il mondo: noi abbiamo scelto”

Mentre 1 genitore su 7 (14,8%), tra quelli con una situazione socio-economica più fragile, ha perso il lavoro definitivamente e oltre la metà temporaneamente, timore di abbandono scolastico per 1 ragazzo su 20. Circa 1 minore su 5 ha maggiori difficoltà a fare i compiti e, quasi 1 su 10 tra gli 8 e gli 11 anni non segue mai o quasi le lezioni a distanza.

L’organizzazione lancia la campagna Riscriviamo il futuro, volta ad offrire educazione, opportunità e speranza a 100.000 bambini che vivono nei contesti più deprivati del Paese, all’indomani della grande emergenza sanitaria e socio-economica che ha colpito l’Italia. Un Manifesto per chiedere al Governo, al Parlamento, alle Regioni e a tutte le istituzioni locali, di ripartire dai bambini, al quale hanno già aderito oltre cento nomi noti del mondo della cultura e dello spettacolo, della musica e del giornalismo, dell’impresa e dello sport e a cui è possibile aderire sul sito www.savethechildren.it/riscriviamoilfuturo

#riscriviamoilfuturo

“Oggi rendiamo omaggio alle vittime del terrorismo e ci stringiamo, come Paese, intorno ai loro cari. Su tante pagine dolorose della nostra storia recente occorre ancora fare luce. L’unico modo per rimarginare ferite ancora aperte è rispondere alla richiesta di verità e giustizia. È un dovere per un Paese democratico, nei confronti delle vittime, dei loro familiari e di tutta la nostra comunità”. 

E’ stato il premier Giuseppe Conte a dare la notizia della liberazione della giovane cooperante italiana, rapita oltre un anno e mezzo fa in Kenya. Al momento del rilascio si trovava in Somalia. Domani l’arrivo in Italia. Aoi: "Notizia emozionante"