Fatti

Gli ostacoli frapposti sinora dagli organismi internazionali sono stati facilmente aggirati. Eppure, la sensibilizzazione del consumo critico e dei movimenti d’opinione può essere determinante per investire sulle 4R (riuso, riciclo, riparazione e riduzione) in contrasto alla compulsione estrattiva commissionata dalla ricettazione industriale e indurre le istituzioni a sostenere la responsabilità sociale d’impresa in termini di sostenibilità ad ampio spettro, senza attardarsi in ipotesi che rinviino le soluzioni o spostino il problema precostituendo emergenze future. La validità delle misure dipende dal concepire ambiente e umanità in chiave olistica, senza la retorica di un’interdipendenza globale che dissimula gerarchie e vittime sacrificali.

Dal 4 marzo. Ecco l’Italia: 32 atleti azzurri con ben 12 esordienti e un’età media di 31 anni. Neve e ghiaccio sono ancora belli compatti a Pechino. Archiviate le Olimpiadi, è tempo di tuffarsi nelle Paralimpiadi in programma da venerdì 4 a domenica 13 marzo.

I rallentamenti burocratici delle ambasciate si aggiungono ai tanti corsi andati deserti. A pesare è la pandemia che scoraggia i possibili futuri operatori sociosanitari: per il biennio 2021-2022 sono 1.950 i posti messi a disposizione

L’Unione Europea è unita e determinata a rispondere fermamente all’ingresso delle truppe russe in Ucraina. Per questo i ministri degli Esteri dell’Ue, riuniti in un consiglio informale a Parigi, intendono adottare le prime sanzioni contro la Russia. “L’Unione preferisce il dialogo e la via diplomatica per risolvere la situazione in Ucraina ma siamo anche pronti a rispondere con delle misure ad ogni provocazione della Russia. Le istituzioni europee hanno mostrato una reazione chiara e determinata: reagire in modo rapido e molto forte”. Così un portavoce della Commissione europea è intervenuto durante il briefing quotidiano con i media a Bruxelles, dopo che nella notte le truppe russe sono entrate nei territori di Donetsk e Luhansk.

All’indomani della decisione del Cremlino di riconoscimento l’indipendenza delle autoproclamate repubbliche separatiste di Donetsk e Lugansk e il successivo invio di truppe nel Donbass, il giornalista Fulvio Scaglione, per anni corrispondente da Mosca, commenta: “Gli accordi di Minsk erano morti e sepolti già prima della mossa di ieri di Putin. È ovvio che ci saranno sanzioni, saranno probabilmente abbastanza pesanti. Ma al Cremlino ritengono o di poterle sopportare o di poter ricavare guadagni maggiori delle perdite”