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“Il nostro bambino ha dispiegato le sue ali stanotte alle 2.30. Siamo tristissimi. Grazie a ciascuno per tutto il vostro sostegno”. Sono le parole di Kate James, la mamma del piccolo Alfie Evans, il bambino di 23 mesi che è morto stanotte all’ospedale pediatrico Adler Hey di Liverpool.

Mons. Hyginus Kim Hee-joong, arcivescovo di Gwangju e presidente dei vescovi coreani, parla al Sir alla vigilia del summit inter-coreano del 27 aprile e del Summit tra Corea del Nord e Stati Uniti che si terrà in maggio. "La nostra speranza è che possa cessare una storia di conflitto e contrasto che è durata 70 anni".

È firmata dalle eurodeputate Silvia Costa e Patrizia Toia l’interrogazione urgente rivolta alla Commissione Ue sul caso del piccolo Alfie Evans: "Una pagina triste per l’Europa, se un cittadino europeo deve ricorrere alla cittadinanza di un altro Stato membro per far valere dei diritti"

Mons. Francesco Cavina, incaricato direttamente dal Papa di far da collegamento tra la Segreteria di Stato, la famiglia Evans e l’ospedale Bambino Gesù, commenta al Sir gli ultimi sviluppi: ieri sera sono state staccate le macchine, ieri mattina il piccolo, dopo 10 ore, è di nuovo ventilato e idratato.

Si è conclusa con un rinvio dell’interruzione dei trattamenti che tengono in vita Alfie Evans e con la concessione della cittadinanza italiana da parte della Farnesina una giornata iniziata nel peggiore dei modi, con la Corte europea dei diritti umani che aveva rigettato in mattinata il ricorso presentato dai genitori dichiarandolo inammissibile.

Calano del 4% le esecuzioni nel mondo, mentre le condanne a morte scendono da 3.117 nel 2016 a 2.591 nel 2017. Il decremento più significativo è in Africa, con la Guinea che diventa il 20° Stato abolizionista per tutti i reati nell'area sub-sahariana. Più della metà dei Paesi del mondo è abolizionista ma restano sulla lista nera con il più alto numero di condanne ed esecuzioni: Cina, Iran, Iraq, Arabia Saudita, Pakistan. Sono i dati del rapporto annuale di Amnesty international sulla pena di morte

Quattro le questioni prioritarie individuate: la partecipazione degli sfollati interni alle decisioni che li riguardano, l’implementazione di leggi e politiche nazionali in materia di dislocamento interno, l’ampliamento del numero di Stati con capacità di accoglienza, la ricerca di dati e analisi dettagliate sulla condizione degli sfollati e sulle cause strutturali della fuga

“I Paesi che aderiscono alle Nazioni Unite, e in particolare i membri del Consiglio di sicurezza, ricordino i loro doveri verso la famiglia delle nazioni. Li imploriamo, nel nome di Dio, di superare i loro disaccordi e di lavorare insieme per la pace nel mondo". L'appello di pace del Patriarcato di Mosca e sostenuto da un gruppo di Patriarchi delle Chiese ortodosse del Medio Oriente.