Fatti

Il rapporto pubblicato dalle organizzazioni partner della Piattaforma del Consiglio d’Europa per la protezione del giornalismo e la sicurezza dei giornalisti traccia un quadro preoccupante sulla situazione in Europa. Quanto all'Italia, il documento rileva che la maggior parte degli allarmi registrati nel 2018 sono successivi all'installazione ufficiale del nuovo governo  

Il premier italiano interviene nell'emiciclo del Parlamento europeo con un discorso sul futuro dell'integrazione comunitaria. Denuncia una Ue distante dai cittadini e segnala alcuni settori in cui è richiesta una maggiore cooperazione tra gli Stati, a partire dalle migrazioni. Gli errori - secondo il premier - di trent'anni di politica in Italia e su scala continentale. In aula bagarre, accuse e repliche piccate

Sabato 9 febbraio con lo slogan “Perché nessuno debba più scegliere se mangiare o curarsi” si è svolta la 19a Giornata della raccolta del farmaco che ha coinvolto oltre 4 mila e 500 farmacie italiane che hanno esposto la locandina della #GRF19. I farmacisti, con la collaborazione di 20 mila volontari, hanno dato la possibilità di acquistare un farmaco da banco da donare agli ammalati che hanno chiesto sostegno, per potersi curare, a uno degli oltre 1750 enti assistenziali convenzionati con il Banco farmaceutico. Nel 2018 la giornata ha permesso di raccogliere oltre 370 mila confezioni di farmaci che sono stati d’aiuto a più di 535 mila bisognosi.

Lo studio radio del Parlamento a Strasburgo intitolato a Megalizzi e Orent-Niedzielski, rimasti vittima dell'attentato dell'11 dicembre. La testimonianza dei giornalisti-universitari tornati a raccontare l'Unione europea. Per una "nuova narrazione" della politica comunitaria che sia comprensibile a tutti i cittadini

In Venezuela Juan Guaidó, leader dell’opposizione, cavalcando la protesta di piazza contro il presidente in carica Nicolas Maduro, si è autoproclamato presidente ad interim finché non si terranno nuove elezioni democratiche. Il Parlamento europeo ha votato una risoluzione che chiede ai governi degli Stati membri di considerare Guaidó l’unico presidente legittimo fino a che non saranno indette nuove elezioni presidenziali «libere, trasparenti e credibili» e chiede che cessino tutte le violazioni dei diritti umani. L’Italia ha scelto di rimanere neutrale.

I sistemi elettorali prevedono tutti l’elezione diretta del presidente a turno unico, ma in ogni regione – e in particolare in Sardegna in virtù dello statuto speciale – sono presenti delle varianti. In una data tra 15 aprile e il 15 giugno, inoltre, saranno eletti i sindaci di quasi quattromila comuni, compresi 26 capoluoghi di provincia, che in cinque casi sono anche capoluoghi di regione: Bari, Campobasso, Firenze, Perugia e Potenza

Abbiamo bisogno di elezioni in Venezuela? Senza dubbio, però a organizzarle non può certo essere Maduro, e neppure i poteri a capo dei quali ha messo i suoi fedelissimi, come il Consiglio nazionale elettorale (Cne) o il Tribunale supremo di giustizia (Tsj). Perché la crisi inizi a trovare soluzione, bisogna che Maduro lasci il potere e io, come milioni di venezuelani, credo che si debba trattare di un’uscita di scena pacifica. La permanenza di Maduro per altri sei anni (fino al 2025), questa è la sua intenzione detta pubblicamente, significherà la distruzione totale del Venezuela e l’uscita, ancora più imponente, dei venezuelani di tutte le classi sociali per cercare migliori opportunità di vita e libertà in altri paesi. Ogni giorno, secondo l’Onu, emigrano dal Venezuela (in maggioranza attraversando la Colombia per andare in vari paesi sudamericani) circa 5mila venezuelani. Sì, ogni giorno. Secondo gli organismi specializzati in migrazioni, l’uscita di massa dei venezuelani è il fenomeno di mobilità umana più grande che si sia mai verificato in America Latina

Un’indagine sulle recluse madri nelle carceri di Firenze e Pisa. Tra i tanti aspetti approfonditi dalla ricerca, quello sulla lontananza dei figli, vista da tutte le recluse come fattore di stress. “Il contrasto fra l’esigenza di avere contatti coi familiari e la macchina burocratica è particolarmente duro”

I dati Istat. Rispetto al 2008 risultano 128 mila nati in meno. Il saldo naturale nel 2018 è negativo (-187 mila), risultando il secondo più basso nella storia dopo il 2017. Tra gli italiani continuano a essere più numerose le partenze (120 mila espatri nel 2018) dei ritorni (47 mila). Sale la speranza di vita.

Il commissario Pierre Moscovici ha svelato oggi le cifre previsionali per il 2019 e 2020. In generale si riscontra un rallentamento della crescita. Pesano le incertezze internazionali e il Brexit. Ne fanno le spese anche Germania e Paesi Bassi, mentre i Paesi dell'est proseguono la marcia positiva. Italia unico Stato con un Pil vicino allo zero. Da Roma il ministro Tria afferma: "non è recessione, ma una battuta d'arresto"