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Nel centro trasfusionale di Bangui, ragazzi e adulti, aiutano chi sta male. Nelle periferie e nei quartieri poveri, a spingere è più la fame che la consapevolezza: a ogni donatore sono regalate due scatole di sardine, con l'aggiunta di un filoncino di pane

All'indomani della Festa della Donna proponiamo il racconto di una giovane donna yazida prigioniera dell'Isis insieme ai suoi figli. In un inferno di violenza e sopraffazione, Hazar riesce a sopravvivere senza perdere né la fede, né la speranza, né la forza d'animo. Un esempio luminoso che ricorda padre Jacques Hamel, e che interpella nel profondo il nostro vissuto quotidiano. Come scrive don Luigi Ginami, che ha raccolto la storia di Hazar: "Avvicinerò persone che hanno conosciuto il terrore, che sono fuggite per salvare la vita, che hanno visto confiscate le proprie case. La mia paura è nulla a confronto"

Il presidente del tribunale di Sorveglianza di Firenze, Marcello Bortolato: “L’attuale legge antidroga contribuisce al 28,3% degli ingressi in carcere e al 33,5% delle presenze. Numeri imponenti che chiamano a un intervento sulla legge come priorità, ma non in senso ulteriormente repressivo”

“Una sentenza che definisce con chiarezza come il percorso giuridico adottato per la realizzazione della Pedemontana Veneta sia, e sia stato, corretto. Ricordo che, affrontando questo dossier, abbiamo coinvolto la Corte dei Conti, l’Anac e l’Avvocatura dello Stato. Ho nominato Commissario per l’opera il Vice Avvocato Generale dello Stato, Avvocato Marco Corsini e abbiamo affrontato tutte le procedure in maniera legittima e trasparente. Ora il Tar riconosce la pulizia e correttezza assoluta dei procedimenti adottati”.

Per il giorno dello sgombero, su San Ferdinando si sono accese le luci dei riflettori. Oltre 900 gli uomini delle Forze dell’ordine impegnati nelle operazioni, che proseguiranno anche nei prossimi giorni. I migranti sono lì, in attesa di conoscere la loro sorte. Anche i numeri sulle presenze sono ballerine. C’è chi dice ce ne fossero oltre 1.500, chi, invece, come il prefetto di Reggio Calabria, Michele Di Bari, fissa la quota dei presenti in 600-700

Come è stato possibile che da un vistoso cambiamento uscito dalle urne il 4 marzo 2018 si sia tirato fuori così poco, e nel merito fatto così male, dal punto di vista delle politiche di governo? La risposta è che tutto l’anno è stato dominato dall’azzardo politico e ogni iniziativa è stata vissuta come in una partita a dadi.

Il rinnovato Dialogo nazionale è ripartito mercoledì 27 febbraio. La liberazione di circa 100 persone arrestate dal regime, in seguito alle repressioni degli ultimi mesi, è stata interpretata come un segnale di buona volontà, ma in carcere restano oltre 600 prigionieri politici. Il Dialogo vede la partecipazione del Governo, del cartello di opposizione Alianza Civica, degli imprenditori (storici alleati di Ortega, dal quale si erano staccati lo scorso aprile) e, della Chiesa cattolica, come testimone. Hanno partecipato al primo incontro l’arcivescovo di Managua e presidente della Conferenza episcopale nicaraguense, card. Leopoldo José Brenes, e il nunzio apostolico in Nicaragua, mons. Waldermar Stanislav Sommertag. Parla mons. Jorge Solórzano Pérez, vescovo di Grenada