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Il primate cattolico di Inghilterra e Galles si racconta al Sir. “Disorientato” dalle pur necessarie precauzioni per contrastare il contagio, che sta colpendo anche il Regno Unito, ma confortato dalle nuove forme di spiritualità e dai gesti di solidarietà che vede sorgere nel suo Paese. “Mentre il nostro mondo diventa più piccolo, il nostro cuore diventa più grande e può raggiungere Dio e ogni altra persona fisicamente lontana”

Si chiamino PandemicBond o CoronaBond, siano garantite da un singolo Paese o dall’intera Europa, le nuovo obbligazioni vanno sottoscritte presto. I soldi servono subito per sostenere la cassa integrazione di massa, i finanziamenti alle imprese e alle famiglie. Di questo si sta discutendo in queste ore di emergenza

Continuano i casi di contagio e decessi nelle strutture per anziani. Ospiti e operatori chiedono maggiori tutele. Medici senza frontiere avvia un progetto nelle Marche: “Portiamo nelle strutture la nostra esperienza di gestione delle epidemie, per far lavorare personale in sicurezza e proteggere i pazienti”

Carissimi, alle 18 di ogni giornata assistiamo alla comunicazione del bollettino di “guerra”. Certo non ci sono bombe e il peso della guerra non ha eguali, ma i morti sono tantissimi. Un elenco angosciante: tot casi, tot guariti, tot decessi. Dentro ogni numero c’è una storia, una famiglia, un mondo di bene.

Coronavirus anche in Giordania dove si registrano ad oggi 173 casi conclamati. Il Governo ha disposto il coprifuoco dalle 10 della sera alle 6 del mattino. La chiusura iniziale di negozi e mercati decisa dalle Autorità giordane aveva provocato disordini e scontri durante la distribuzione del pane. Oggi la situazione pare migliorata ma la paura di una diffusione maggiore del virus resta, vista anche lo stato di difficoltà in cui versa il sistema sanitario pubblico

Roberto Boschetto, Presidente di Confartigianato Imprese Padova: “Ora fermi 37.719 addetti. E il futuro? se non avremo liquidità, a rischio la tenuta delle piccole imprese. Bisogna congelare il rating bancario o saremo tutti a rischio”.
Le stime dell’ufficio studi di Confartigianato Imprese Veneto sulla base dei codici ATECO inseriti nei due decreti dell’11 e 22 marzo: chiuse oltre 15mila imprese e a casa 37mila addetti.