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“Quello di cui c’è bisogno oggi più che mai è ritrovare un modo di riconciliare la differenza tra il sentire della Cina popolare e il sentire della gente di Hong Kong e di Taiwan. Questo è il problema. Non si tratta di schierarsi con Hong Kong o contro Hong Kong. Dato che il papa ha questo dono della parola giusta e lo ha dimostrato tante volte e in diverse occasioni, credo che riuscirà anche ora a trovare parole pastorali, di cuore, di profondità che aiutino i cinesi a riconciliarsi con sé stessi”. Parla Francesco Sisci, uno dei maggiori sinologi italiani

“Grazie per aver guidato il lavoro dei ministri degli esteri dell’Unione europea”: una carrellata di belle immagini di repertorio dell’Alto rappresentante dell’Ue Federica Mogherini sono comparse oggi sul profilo twitter del Consiglio dell’Ue, per festeggiare la fine del mandato della prima donna a svolgere il ruolo di “ministro degli esteri” dell’Ue.

“La violenza sulle donne non smette di essere emergenza pubblica e per questo la coscienza della gravità del fenomeno deve continuare a crescere. Le donne non cessano di essere oggetto di molestie, vittime di tragedie palesi e di soprusi taciuti perché consumati spesso all’interno delle famiglie o perpetrati da persone conosciute. Inoltre, sminuire il valore di una donna e non riconoscerne i meriti nella vita pubblica e privata – attraverso linguaggi non appropriati e atti di deliberata discriminazione – rappresentano fattori in grado di alimentare un clima di violenza”.

Dal rapporto sugli stili di vita degli adolescenti italiani pubblicato un mese fa dall’Istituto superiore di sanità al cui questionario hanno risposto 58.976 ragazzi distribuiti in tutte le regioni italiane risulta che tra i quindicenni il consumo di cannabis almeno una volta negli ultimi 30 giorni ha coinvolto il 16,2% dei ragazzi e l’11,4% delle ragazze.

Sono la “generazione zeta” o “post millenium”, quella nata totalmente digitalizzata, quella che corre forti rischi perché si trova a gestire una situazione al di fuori della sua completa comprensione: «Il peggioramento si registra dal 2010 quando c’è stata la diffusione degli strumenti digitali e il conseguente accesso all’informazione incontrollata, parziale e scorretta - spiega la psicoterapeuta Sonia Chindamo della Fondazione Novella Fronda e dell’associazione Genitori attenti -  Lo scambio di video e di informazioni sulle sostanze è alla portata di tutti e i ragazzi si procurano quello che vogliono bypassando il controllo dei genitori»

Collegate con il Serd padovano ci sono tre Comunità terapeutiche, articolate in vari spazi e appartamenti: la Comunità San Francesco a Monselice nata nel 1980 per iniziativa di tre frati minori conventuali, la Cooperativa sociale Terr.A. che dal 2005 si occupa anche di tossicodipendenze con due comunità terapeutiche, l’Associazione Famiglie padovane contro l'emarginazione e la droga nata nel 1979 da un gruppo spontaneo per affrontare le fragilità.

Il cammino di pace va avanti, come è emerso dal seminario promosso dalla Commissione per la conciliazione nazionale: attori privilegiati, vescovi, operatori pastorali, leader sociali, vittime del conflitto, ex guerriglieri hanno portato la propria esperienza e valorizzato i tanti progetti di riconciliazione e sviluppo seminati nelle zone più periferiche del Paese

La testimonianza di mons. Sergio Melillo, vescovo di Ariano Irpino-Lacedonia, che quel 23 novembre del 1980, da giovane quale era, rimase direttamente segnato da quel tragico evento: "In un attimo si sgretolarono le case e le antiche Chiese dalle facciate imbrunite dal tempo che custodivano memoria e l’Eucarestia racchiusa nei tabernacoli, il tesoro di ricordi, oggetti votivi, doni di emigranti lontani, quadri e pregevoli manufatti artistici che narravano una fede radicata nel cuore della nostra gente"

Il report di Lunaria. Nel 2017 i reati di matrice razzista e xenofoba sono risultati 828, il 79% del totale. La disaggregazione dei dati per tipologia di reati commessi include per la prima volta i reati di incitamento alla violenza razzista: si tratta di 337 casi, che rappresentano il 40,7% dei reati denunciati

Willi Nadolny ha raccontato a Bolzano l’esperienza della missione che la Chiesa evangelica ha avviato da oltre un secolo nella capitale tedesca per aiutare le persone senza fissa dimora. "Ognuno di loro ha una storia e spesso è difficile comprendere veramente come siano finiti a vivere in strada - ha spiegato -. Noi li accogliamo così come sono. Con la loro storia e con le loro scelte"