Cento candeline per la nonna-guerriera che ha sconfitto il Covid

Angela Forin è l’ospite più anziana della casa di riposo di Merlara. Ha compiuto cento anni l’8 ottobre, a sette mesi esatti dal primo contagio nella struttura dove sono morti 34 ospiti su 73. Grande festa nel pensionato, con familiari e autorità. «A me ghi regalà n’altri cento ani». 

Cento candeline per la nonna-guerriera che ha sconfitto il Covid

Una fiammella anzi cento candeline di speranza proprio là dove il virus aveva portato con sé 34 nonni. Giovedì 8 ottobre Angela Forin ha festeggiato cento anni, a sette mesi esatti dal giorno in cui la “sua” casa di riposo, la “Pietro e Santa Scarmignan” di Merlara, ha registrato il primo caso di Covid-19. Angela, originaria di San Siro, frazione di Bagnoli di Sopra, è tra i superstiti del contagio e questo suo traguardo risolleva il morale del pensionato, che da qualche mese è tornato a riempire i letti rimasti vuoti: attualmente gli ospiti sono 48. Erano 73 prima che il virus entrasse nel grande edificio bianco affacciato su via Roma. Un bilancio drammatico che la struttura sta cercando di lasciarsi alle spalle. Anche attraverso momenti di festa come quello di giovedì pomeriggio.

Per un paio d’ore il cortile è tornato a essere un luogo spensierato, come succedeva ogni settimana prima dell’epidemia. Il giardino del pensionato si è vestito a festa in onore di Angela, che ha condiviso l’emozione del suo centesimo compleanno con una grande famiglia fatta di nipoti, parenti, altri ospiti, operatori, vertici della struttura e autorità. A farle gli auguri c’erano infatti sia la sindaca Claudia Corradin, sia il parroco don Lorenzo Trevisan, radunati attorno a una tavola su cui campeggiava il traguardo a tre cifre raggiunto da Angela. «A go cento ani» – ribadiva l’anziana a chi si avvicinava per farle gli auguri. Don Lorenzo le ha regalato a nome della parrocchia un biglietto con l’albero della vita e una preghiera di ringraziamento, che lei ha promesso di recitare tutte le sere. «Se so rivà fin qua, go da ringrasiare el Signore».

Dediche, lettere e mazzi di fiori, ma la sorpresa più gradita è stata forse la videochiamata con la sorella Regina, 94 anni, ospite della casa di riposo di Monselice, un’altra struttura che ha pagato un prezzo di vite molto alto nei mesi più critici dell’epidemia. Le due sorelle non si vedevano da tre anni, da quando Angela è entrata alla Scarmignan. L’emozione del momento non ha bloccato la spontaneità dell’anziana: «Varda che grassa ca te si» – ha esclamato sorpresa osservando la sorella sullo schermo del tablet. Il suo commento ha strappato una risata a tutti i presenti. «È sempre stata solare – dice la nuora Marisa –. Non si è mai persa d’animo». Anche se le difficoltà, in questo secolo non sono mancate: la guerra, il lavoro nei campi, la perdita del marito e di recente anche dei due figli. Credeva di averle viste tutte, invece è arrivata pure la pandemia.

«Angela non ha mai perso l’appetito – aggiunge la nuora – nemmeno quando era malata». Il suo tampone ha dato esito positivo al primo screening, scattato subito dopo quel fatidico 8 marzo, il giorno in cui è stato registrato il primo contagio. Fortunatamente però Angela non ha accusato sintomi debilitanti ma se l’è cavata con un po’ di febbre e un po’ di tosse. La sua compagna di stanza Maria, invece, non ce l’ha fatta. «Forse il fatto di sapere che avrebbe compiuto cento anni le ha dato la forza di resistere – racconta la nuora –. La sentivamo tramite videochiamata e quando hanno riaperto le visite schermate dal vetro o in cortile, lei aveva l’istinto di abbracciarci». Non si può, non ancora. Così Angela ha dovuto accontentarsi di qualche carezza sul gomito e dell’abbraccio a distanza nella foto di gruppo scattata con i famigliari. Poi il taglio della torta, il brindisi e tanta musica.

«A me ghi regalà n’altri cento ani»: Angela allarga le mani e poi le ricongiunge in segno di gratitudine. Nei suoi occhi azzurri non c’è più traccia dello smarrimento provato nei mesi dell’isolamento quando persino gli operatori diventavano estranei sotto tuta e mascherina. Il virus per lei è un ricordo lontano. «Varda de stare ben, sèto che a ‘ndare delà se fa sempre tempo» – aveva raccomandato alla sorella, prima di salutarla. E se lo dice lei che di anni ne ha compiuti cento…

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Parole chiave: coronavirus (159), Covid-19 (37), Merlara (7), casa di riposo (9)

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