Conferenza Cop27, Amnesty: “I delegati denuncino l’attacco dell’Egitto ai diritti umani”

Alla vigilia della conferenza, oltre a sollecitare un’azione importante, coordinata e globale per affrontare il cambiamento climatico, Amnesty International chiede ai leader del mondo di manifestare pubblicamente la loro solidarietà con la società civile egiziana sotto assedio e di premere sulle autorità del Cairo affinché pongano fine all’attacco in corso da anni ai diritti umani

Conferenza Cop27, Amnesty: “I delegati denuncino l’attacco dell’Egitto ai diritti umani”

Agnès Callamard, segretaria generale di Amnesty International, prenderà parte alla Conferenza delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico (Cop27) in programma a Sharm el-Sheikh dal 6 al 18 novembre. Alla vigilia della conferenza, oltre a sollecitare un’azione importante, coordinata e globale per affrontare il cambiamento climatico, Amnesty International chiede ai leader del mondo di manifestare pubblicamente la loro solidarietà con la società civile egiziana sotto assedio e di premere sulle autorità del Cairo affinché pongano fine all’attacco in corso da anni ai diritti umani. 

“È molto semplice: di fronte alla crisi globale del clima, il tempo è un lusso che non possiamo permetterci. La finestra temporale entro la quale mantenere l’aumento della temperatura globale entro un grado e mezzo si sta rapidamente chiudendo. Il mondo è alle prese con inondazioni, siccità e incendi che causano migrazioni forzate, fame, ulteriori conflitti e morti. La Cop27 è un’occasione decisiva per invertire la rotta e non dev’essere sprecata per fare promesse vuote e praticare il greenwashing - ha dichiarato Callamard -. Sebbene l’azione contro il cambiamento climatico necessiti di pianificazione e coordinamento, i negoziati non devono perdersi in dettagli tecnici e ignorare gli esseri umani che sono sulla linea del fronte della crisi climatica”. 
“Il cambiamento climatico è una crisi dei diritti umani. Garantire il rispetto di tutti i diritti umani, compresi quelli alla libertà di espressione, di protesta pacifica e di associazione, è fondamentale per assicurare una transizione veloce ed equa verso economie a carbone-zero e società resilienti - ha aggiunto Callamard -. Nessuno stato può rivendicare di giocare un ruolo serio nella lotta alla crisi climatica mentre continua a stringere la morsa contro la società civile. Le autorità egiziane sono responsabili di un lungo elenco di crimini di diritto internazionale come la tortura, le uccisioni illegali e le sparizioni forzate”. 

Durante il periodo in cui sarà in Egitto, Callamard chiederà ai delegati alla Cop 27 di: porre i diritti umani, compresi i diritti dei lavoratori e quelli dei popoli nativi, al centro di tutti i negoziati e di tutte le decisioni della conferenza; proteggere l’obiettivo di un grado e mezzo e aggiornare gli obiettivi sulle emissioni fissati per il 2030 assicurando che siano in linea con l’imperativo del grado e mezzo; impegnarsi per una rapida ed equa uscita dal carbone anziché affidarsi al mercato del carbone e ai meccanismi di rimozione del carbonio; adottare un chiaro piano d’azione affinché gli stati ricchi aumentino i finanziamenti in favore della mitigazione e dell’adattamento al cambiamento climatico; istituire uno strumento finanziario per fornire sostegni e rimedi tempestivi alle persone e alle comunità i cui diritti umani sono stati violati a seguito delle perdite e dei danni causati dalla crisi climatica; esprimere solidarietà alle organizzazioni egiziane per i diritti umani e rilanciare la richiesta, contenuta nella petizione Cop-27 (Petition - Cop Civics Space (copcivicspace.net) ), di scarcerare tutte le persone arbitrariamente detenute e aprire lo spazio civico in Egitto. 

Amnesty International osserverà da vicino il comportamento delle autorità egiziane nei confronti delle proteste e il modo in cui saranno trattati, comprese eventuali ritorsioni, gli attivisti ambientali e i difensori dei diritti umani durante e dopo la Cop27. L’organizzazione ha chiesto di incontrare le autorità egiziane e di poter entrare nelle prigioni in cui migliaia di persone sono recluse per motivi politici. La richiesta ai delegati degli stati alla Cop27 è di sollevare il tema dei diritti umani nei colloqui con le autorità egiziane, come chiedono i gruppi indipendenti egiziani per i diritti umani nella suddetta petizione.

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Fonte: Redattore sociale (www.redattoresociale.it)