Giornata rom e sinti. Mattarella: “Assicurare pari opportunità”

L’appello del Presidente della Repubblica in occasione della Giornata internazionale celebrata ieri, 8 aprile. Nel suo messaggio, Mattarella, ricorda anche il Porrajmos, “Questa tragedia appartiene a pieno titolo alla comune storia europea”

Giornata rom e sinti. Mattarella: “Assicurare pari opportunità”

ROMA - “La strada dell'integrazione, nel rispetto della libertà di espressione di ciascuna cultura, è il punto di forza della comune vicenda europea”. Così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella nel suo messaggio in occasione della Giornata internazionale dei Rom, Sinti e Caminanti che si è celebrata ieri, 8 aprile. “Desidero rivolgere il mio augurio a tutte le persone che hanno radici nella cultura millenaria di questi popoli antichi, e che ne condividono, oggi, i problemi, le difficoltà, le speranze - scrive Mattarella nel suo messaggio -. Ricorrenza del primo storico Congresso mondiale del popolo Rom, che si tenne a Londra nel 1971, questo giorno sottolinea il valore della memoria, linfa preziosa per tenere viva l'identità e la coscienza collettiva, nella partecipazione positiva allo sviluppo delle realtà in cui le famiglie e le comunità Rom sono oggi inserite”.

Il Presidente della Repubblica si sofferma anche sul genocidio dei rom e sinti durante il nazifascismo, dopo che, nei giorni scorsi, il Senato italiano per la prima volta nel nostro Paese ha consegnato una targa ad un sopravvissuto, Goffredo Bezzecchi, deportato all’età di soli 4 anni e oggi ottantenne, abitante in un campo a Milano.  “Un'esperienza, quella dei Rom, Sinti e Caminanti in cui resterà indelebile il Porrajmos - scrive Mattarella -, l'olocausto dei loro popoli, tributo di sangue spaventoso per i numeri e per le sofferenze che la ferocia nazista impose a giovani e anziani, a donne e bambini. Questa tragedia appartiene a pieno titolo alla comune storia europea e costituisce appello ulteriore alla responsabilità per superare pregiudizi, arbitrarie generalizzazioni e diffidenze residue che alimentano discriminazioni, xenofobie, ostilità”.

Dal presidente, quindi, un richiamo alle istituzioni affinché si impegnino a favole dell’inclusione. “Le convenzioni internazionali sottoscritte dal nostro Paese, a partire da quella relativa allo statuto delle persone apolidi del 1954, a quella relativa alla riduzione della apolidia del 1961, impegnano l'Italia a favore della inclusione di persone e culture, per assicurare pari opportunità nell'esercizio dei diritti, compresi quelli economici e sociali”.

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Fonte: Redattore sociale (www.redattoresociale.it)