Nuovi ingredienti per l’identità. La costruzione dell'identità a partire dal Rapporto sulla Comunicazione pubblicato dal Censis

Un nuovo ingrediente per l'identità che trova spazio tra gli altri, soprattutto tra i giovani under 30, è riconosciuto nei social network.

Nuovi ingredienti per l’identità. La costruzione dell'identità a partire dal Rapporto sulla Comunicazione pubblicato dal Censis

Essere consapevoli della propria identità sociale è molto importante. Ci aiuta a prendere posto nella vita, sapere come orientarci nelle situazioni in cui ci veniamo a trovare. La nostra identità ci offre dei criteri per scegliere. Poi siamo sempre liberi di seguirli con coerenza o meno. Ma senza un’identità saremmo completamente in balia degli eventi, sistematicamente incerti, totalmente insicuri.

Ovviamente l’identità si forma nel tempo. Più una società è ricca e piena di sfaccettature più un’identità sarà complessa e fluida nei diversi ambiti.

È interessante osservare che gli ingredienti che contribuiscono a lasciar emergere e formare le identità sociali dei singoli stanno cambiando. Un’occasione per riflettere la offre il rapporto del Censis su “I media e la costruzione dell’identità” pubblicato di recente.

Tra gli italiani è la famiglia ad essere riconosciuta per tanti (il 76,3%) il più importante fattore di integrazione. A distanza seguono la nazionalità (39,9%) e la comunità in cui si è nati (37,3%). Poi cè il lavoro (29,2%). Resistono, poi, la fede religiosa per un buon gruppo la fede religiosa (17,2%), le convinzioni politiche (11,8%) e l’essere europeo (10,9%).

Un nuovo ingrediente che trova spazio tra gli altri, soprattutto tra i giovani under 30, è riconosciuto nei social network. Uno su dieci afferma che le piattaforme 2.0 hanno una forte importanza per determinare la propria identità. Queste indicazioni ci confermano che i social media non sono soltanto uno strumento, ma uno spazio di relazione, dove i giovani – e i meno giovani – si mostrano, curano la loro immagine, studiano come apparire e come gli altri reagiscono ai messaggi che inviano. Insomma i social diventano un laboratorio per la costruzione identitaria.

Dalla rilevazione Censis emerge anche un grande assente per la formazione della propria identità: la scuola.

La sua assenza ci indica il valore secondario che attribuiamo all’istruzione. Purtroppo parliamo di scuola e di successo scolastico solo in relazione all’occupabilità. Ci dimentichiamo spesso e sottovalutiamo la potenzialità della scuola – e il suo ruolo fondamentale – per la trasmissione dei valori, per la capacità di educare alla relazione con i pari e con gli adulti. In fondo senza cultura la nostra identità è molto più povera.

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Fonte: Redattore sociale (www.redattoresociale.it)