Rsa e aperture, “ci preoccupa il contagio di ritorno”

Parla Gianluigi Pirazzoli, presidente di Anaste Emilia Romagna e anche di una delle più grandi case di riposo della regione: “Bene l’alleggerimento del processo di ammissione in struttura e il principio della ‘vaccinazione tempestiva’". La ‘green card’? "Al momento non c’è un ente preposto al suo rilascio”

Rsa e aperture, “ci preoccupa il contagio di ritorno”

“Mi preoccupano molto le uscite degli ospiti previste dalle nuove disposizione ministeriali. Andavano introdotte, non c’è dubbio, ma ci preoccupa il contagio di ritorno. Sarà nostro compito studiarle insieme alle famiglie per garantire la sicurezza di tutti”. Gianluigi Pirazzoli è presidente dell’Associazione nazionale strutture terza età (Anaste) dell’Emilia-Romagna e presidente del Sant’Anna-Santa Caterina, casa di riposo bolognese che conta oltre 200 residenti, una delle più grandi in regione (e che, purtroppo, nella prima fase della pandemia ha contato 25 decessi, ndr). In Emilia-Romagna sono circa 40 le strutture legate ad Anaste, per un totale di circa tremila posti letto. Le nuove regole per le visite e le uscite nelle residenze per la terza età non l’hanno convinto del tutto.

“Vorrei fare chiarezza: mi pare stia passando un messaggio sbagliato. I nostri ospiti hanno sempre ricevuto le visite ai parenti – spiega –. Avevamo riaperto alle visite in struttura il 27 maggio 2020. Dunque, le nuove disposizioni non introducono nulla di nuovo perché, appunto, in ‘casa’ Anaste gli accorgimenti richiesti la settimana scorsa sono già stati messi in campo dall’anno scorso. Semmai – precisa – le nuove normative hanno il pregio di sveltire il processo di ammissione in struttura, introducendo il principio della ‘vaccinazione tempestiva’. Prima, se non eri vaccinato, era necessario un isolamento di 14 giorni. Con le nuove disposizioni, attiviamo l’Ausl che viene a vaccinare i nuovi arrivati già dai primi giorni di permanenza, snellendo quindi un iter che aveva intasato le liste d’attesa”.

Pirazzoli manifesta perplessità anche a proposito della “green card”: “Sarebbe una grande cosa, ma per ora non esiste un organo preposto a rilasciarla. C’è solo il fascicolo sanitario elettronico che possa attestare l’immunizzazione e, ovviamente, mostrarlo al direttore di una struttura sanitaria è su base volontaria
Non posso obbligare nessuno”. Per questo, nelle strutture di Anaste Emilia-Romagna, si prosegue come dal 27 maggio 2020, con le visite all’aperto, la dichiarazione di responsabilità del visitatore in entrata e l’autocertificazione.

Infine, i dati degli immunizzati del Sant’Anna: “Tra gli ospiti il 95 per cento è già vaccinato, come l’80 per cento del personale. Un altro 10 per cento dei nostri operatori è risultato immune dopo aver preso il Covid, dunque sarà vaccinato in seguito. Il restante 10 per cento è corso a vaccinarsi dipo l’intervento del Presidente del Consiglio. Chi fa questa professione non può esimersi dall’obbligo di vaccinarsi”.

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Fonte: Redattore sociale (www.redattoresociale.it)