Shutdown: Trump agli americani, “una crescente crisi umanitaria è in atto al confine meridionale”

(da New York) Sono bastati nove minuti al presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, per creare allarme sulla situazione migratoria e ampliare le accuse ai democratici, causa, a suo dire, dello shutdown della pubblica amministrazione, per il mancato voto al finanziamento della barriera al confine con il Messico.

Shutdown: Trump agli americani, “una crescente crisi umanitaria è in atto al confine meridionale”

Una crescente crisi umanitaria e sul fronte della sicurezza è in atto al confine meridionale”, Trump esordisce con queste parole, nel suo primo discorso dallo studio ovale, utilizzato dai suoi predecessori per riunire la nazione attorno a temi cruciali. “Ogni giorno, agenti della dogana e della polizia di frontiera incontrano migliaia di immigrati clandestini che cercano di entrare nel nostro Paese dal confine meridionale”, continua il presidente, precisando che la loro presenza incide sul lavoro, sui salari, sull’aumento della violenza, sull’ingresso illegale di droghe.

Ogni settimana, 300 dei nostri cittadini vengono uccisi solo dall’eroina, il 90% dei quali arriva dal confine meridionale. Quest’anno moriranno per droga più americani di quelli uccisi durante la guerra del Vietnam”, continua il presidente, mentre tutti gli analisti si affrettano a verificare quanto viene detto per scoprire, ad esempio, nel caso dei morti per droga, che solo nel 2017 sono stati circa 70mila, mentre i caduti in Vietnam sono stati 58mila. Il maggiore quantitativo di droga, poi giunge negli Usa, attraverso container dalla Cina che arrivano regolarmente nei porti o attraverso il Canada.

Il presidente nel suo discorso ripete più volte la parola crisi per sottolineare la gravità della situazione, dimenticando che gli agenti di frontiera, proprio per protestare contro lo shutdown hanno rilasciato migliaia di migranti in pochi giorni provocando una vera e propria emergenza nella città di El Paso.

Trump cita poi i numeri di arresti effettuati dall’Ice, 266.000 inclusi i 100mila responsabili di aggressioni, i 30mila autori di crimini sessuali e i 4mila responsabili di omicidi. In realtà alla prova dei fatti molti degli arrestati hanno sanzioni sulla guida, sul possesso di droghe leggere e ingresso illegale. Il presidente spiega poi il suo piano per la sicurezza e affianca gli investimenti in tecnologia, alle risorse umane e cioè nuovi agenti e nuovi giudici, cure mediche, per poi concludere con “una barriera fisica dal costo di $ 5,7 miliardi. Questa barriera è assolutamente fondamentale per la sicurezza delle frontiere. È solo buonsenso”. Dopo una valutazione dei costi e delle voci di spesa, Trump passa all’attacco dei democratici che “si sono rifiutati di fornire ai nostri coraggiosi agenti di frontiera gli strumenti di cui hanno disperatamente bisogno per proteggere le nostre famiglie e la nostra nazione”. In realtà i democratici si sono impegnati a varare le misure di sicurezza a patto che la questione muro venga affrontata non nella legge di bilancio, ma sugli scranni politici.

Il presidente però insiste nel considerarli responsabili dello shutdown, ormai giunto al 18mo giorno, la crisi più lunga di una presidenza Usa, ma Trump è deciso a non mollare sul tema muro e spiega anche le ragioni della sua utilità, facendo un paragone con le case dei ricchi che “non costruiscono muri perché odiano le persone all’esterno, ma perché amano le persone al loro interno”. Infine l’appello al Congresso e ai cittadini: al primo chiede di far passare il disegno di legge per “porre fine a questa crisi”. I secondi sono spronati a chiamare il Congresso e pretendere da ogni deputato che si decida a varare le norme per la sicurezza. “Questa è una scelta tra giusto e sbagliato, giustizia e ingiustizia. Si tratta di soddisfare un sacro dovere verso i cittadini americani che serviamo”, ha concluso Trump.

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Fonte: Sir
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