Visto negato a due giornalisti afghani, il tribunale ne ordina il rilascio entro 10 giorni

Nonostante il Tribunale di Roma abbia riconosciuto il loro diritto a entrare in Italia per ragioni umanitarie, il Ministero degli Esteri continua a rimandare la concessione dei visti. Ora una nuova ordinanza dà 10 giorni di tempo al Ministero per provvedere

Visto negato a due giornalisti afghani, il tribunale ne ordina il rilascio entro 10 giorni

Sono due giovani giornalisti afghani perseguitati dai talebani. Il tribunale di Roma ha stabilito che hanno diritto a un visto umanitario e a essere quindi accolti in Italia, ma la Farnesina tergiversa.
Come Asgi ha denunciato il 3 gennaio scorso, il ministero degli Esteri italiano continua a frapporre ostacoli e a concedere il visto, proponendo loro di entrare a far parte dei corridoi umanitari (ma i corridoi umanitari al momento non ci sono) oppure chiedendo ai due giovani di dimostrare con idonea documentazione il percorso di accoglienza e integrazione in Italia adeguatamente finanziato.

I giovani afghani allora si sono rivolti nuovamente al Tribunale di Roma, chiedendo di indicare le esatte modalità di esecuzione dell’ordinanza di dicembre. E in data 14 gennaio 2022 il Tribunale ha ritenuto il comportamento del Ministero elusivo dell’ordine giudiziale, che è già preciso e incondizionato, ordinando il rilascio dei visti umanitari entro 10 giorni.Il Tribunale di Roma ha ripetuto quindi che il rilascio del visto deve avvenire senza ulteriori condizioni. Non solo, il fatto che il Ministero chieda ai due afghani di dimostrare di avere un progetto di inserimento in Italia è “arbitrario”. Il Tribunale poi sottolinea che il comportamento del Ministero “disvela comunque un intento elusivo”. 
“Confidiamo ora nella piena ed esatta esecuzione del doppio ordine giudiziale - commenta l’avvocata Nazzarena Zorzella, che sta seguendo la vicenda dei due cittadini afghani -. Entrambe le decisioni sono di straordinaria importanza, perché attuano in concreto quegli obblighi costituzionali e internazionali ai quali l’Italia è tenuta ma che spesso dimentica”.Mentre questa vicenda si sta per concludere positivamente, Asgi richiama l’attenzione per tutte le altre persone afghane che hanno bisogno di altrettanta protezione o che hanno legami con familiari presenti in Italia e che, bloccate in Afghanistan da agosto 2021, non riescono a trovare percorsi regolari di uscita dal loro Paese. Asgi “ha chiesto in più occasioni al Ministero di dare precise indicazioni delle procedure legali da seguire per ottenere regolari visti umanitari di ingresso in maniera autonoma - sottolinea l'associazione -, ma fino a oggi nulla è stato fatto e l’arrivo di persone bisognose di protezione, a vario titolo, è affidato alla discrezionalità del Ministero”.

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Fonte: Redattore sociale (www.redattoresociale.it)