Considero valore provare gratitudine ...ma non sottovaluto le riserve di cibo in freezer!

Considero valore. Erri De Luca scrive dei bellissimi versi su questo. Il testo l'ho appeso ormai da anni in cucina, sulla lavagnetta e ogni tanto riesce a riaffiorare, facendosi strada fra disegni, biglietti, liste della spesa. La rileggo. E penso a quanto ci mancano le cene con gli amici e i parenti...ma anche le riserve di cibo in freezer della nonna!

Considero valore provare gratitudine ...ma non sottovaluto le riserve di cibo in freezer!

Grazie ai lavori di dipintura e alla sistemazione del mobilio della settimana scorsa, in cucina è ritornata alla luce una poesia che amo molto.

Sistemare casa ogni tanto significa anche buttare via ciarpame. E noi siamo degli accumulatori seriali di ciarpame che, per non so quale motivo, siamo soliti appoggiare ovunque ci sia un piccolo spazietto che ci possa sembrare adeguato per quel particolare tipo di cianfrusaglia. Sì! Possiamo definirci mediamente disordinati, in particolare per quanto riguarda gli spazi “comuni” e ci additiamo a vicenda, dandoci la colpa per aver lasciato qua e là qualche oggettino inutile, nella vana speranza che “l’altro” sia più disordinato di “me”. Ma nessuno di noi ha scusanti. Ciascuno di noi in cuor suo vorrebbe detenere lo scettro dell’ordine, ma ahimè risulta molto più semplice condividere equamente quello del disordine. Io comunque più che disordine preferisco chiamarlo “ordine da casa vissuta”

Tutto questo per dire che finalmente nella lavagnetta in cucina è ricomparsa una poesia che per un po’ ha dovuto contendersi uno spiraglio di luce e visibilità con disegni, frasi, biglietti vari, liste della spesa dimenticate  che nel corso delle settimane si sono sovrapposte fra loro.

Considero valore. Ogni tanto la rileggo, indipendentemente dall’affollarsi dei fogli sulla lavagnetta. Ci trovo sempre qualcosa di attuale, di ancorato al tempo che sto e stiamo vivendo. Oggi, ad esempio, in tempo di quarantena, alcuni di questi “valori” fanno affiorare proprio un sorriso involontario.

Mi soffermo sul vino finché dura il pasto, e ripenso alle tante cene e pranzi che ci piace organizzare con amici e parenti. E che ci mancano. D’inverno scaldati dal camino, d’estate in giardino. In semplicità, per stare insieme e chiacchierare. Condividere una risata, una preoccupazione, decidere dove trascorrere la domenica tutti insieme, cosa fare nel weekend lungo. Considero valore, personalmente, la semplicità: nello stare con gli altri, nell’essere se stessi, nello stile di vita.

E penso a Due vecchi che si amano, quelli che dopo una vita insieme continuano a rispettarsi, aiutarsi, curarsi l’uno dell’altra. Quelli che si conoscono e si capiscono, brontolano, chiacchierano, si sostengono. Quelli che riempiono la loro vita di piccoli gesti, che potrebbero sembrare insignificanti o superflui, ma che hanno il sapore di una consuetudine maturata nel tempo, cresciuta negli anni, passata attraverso  un fidanzamento, l’essere sposi, poi genitori, famiglia, coppia e nonni. Già i nonni, quanto ci mancano! In tanti sensi: per il loro affetto, l'aiuto, per i pranzi e… per le meravigliose “scorte da freezer”, quei magici contenitori  ripieni di prelibatezze che salvano l’appetito familiare in quei momenti in cui nessuno (degli adulti!) ha voglia di cucinare! Ai miei figli manca il ragù della nonna, mancano le polpette, il pollo del martedì, il pane croccante o i panini teneri, la torta di patate, gli spiedini che nel nostro lessico familiare sono gli “uccellini scappati” (ma di volatile non hanno nulla!). Tutte cose che bene o male cucino anche io…ma la nonna è sempre la nonna!

E ai miei figli i nonni mancano molto. Fare le videochiamate non è sufficiente, ovvio. Qui manca proprio il rapporto speciale che si è instaurato. Quella affinità di sguardi, quella complicità tipica che c'è fra un nonno e suo nipote, quelle frasi dette e non dette che solo loro capiscono. Mancano i giochi insieme, le partite a "Uno", a Monopoli o Indovina Chi o a nascondino (anche adesso che sono grandicelli si divertono un sacco). Mancano le risate insieme, quando la nonna rimprovera o riprende il nonno che finge di non capire, le battute scherzose del nonno, i racconti del loro passato. Mancano anche i weekend in montagna, senza genitori.

E insomma…pensando, ai nonni, alle tavolate, al bicchiere di vino, alle risate,  lascio andare i versi di Erri De Luca. Li scorro velocemente...  tacere in tempo... chiedere permesso prima di sedersi...provare gratitudine. E qui mi fermo. 

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