Idee

L’esperienza di questo tempo ci interroga, per definire il disagio provato durante la segregazione non cercata. Che cosa ci sta dicendo tutto ciò? Quale risposta dare? Abbiamo bisogno di scoprire che ci siamo, senza lasciarci inghiottire dalla forza del tempo che, fino a febbraio, abbiamo eretto padrone della nostra esistenza. C’è l’urgenza di capire che il senso della nostra vita non è il tempo, ma Colui che ce l’ha donata gratuitamente. Nella corsa caotica di questi ultimi anni, molte volte, non abbiamo sperimentato di vivere nel tempo, ma lo abbiamo inseguito: ci siamo lasciati risucchiare dal suo vortice, che portava con sé tutto ciò che incontrava nello spazio, compresa la nostra esistenza.

Non è affatto scontato che la dura esperienza della pandemia da Coronavirus ci faccia cambiare perché "cambiare costa". Tuttavia "è da stolti" mantenere "stili di vita irresponsabili ed egoisti" e continuare a correre "in una lotta frenetica contro il tempo, in un mondo segnato dall’eccesso". Preferibile "accogliere l’idea del mistero o di una dimensione non del tutto gestibile dall’uomo". Parla p. Amedeo Cencini, psicologo e psicoterapeuta, membro del Servizio nazionale per la tutela dei minori della Cei