Idee

La lotta ai cambiamenti climatici e il salario minimo sono nei programmi di quasi tutti i partiti. Fa eccezione la Lega che ha due sole priorità: chiusura dei porti e flat tax. Gli altri temi? Le migrazioni, con posizioni opposte e la riforma del Regolamento di Dublino su cui alcuni convergono, e i cambiamenti nelle istituzioni europee

La questione attraversa il livello sociale centrale, quello che con una espressione abusata e ora inesatta si chiamava ceto medio. E votava per le “famiglie politiche tradizionali”. La chiave giusta per interpretarla e così dare delle risposte nuove, ovvero adeguate ad un nuovo orizzonte europeo e mondiale, forse è proprio il concetto e il senso di comunità. Da cui costruire qualcosa di nuovo

In Italia, in particolare, c'è il rischio che lo scontro politico all’interno (e intorno) alla maggioranza di governo finisca per monopolizzare l’attenzione dell’opinione pubblica. Certo, in tutti i Paesi della Ue il voto del 26 maggio è destinato ad avere un impatto sugli assetti nazionali e sarebbe irrealistico immaginare il contrario, dato che i soggetti in campo sono gli stessi. Ma da qui a trasformare la consultazione europea in un referendum interno c’è una differenza sostanziale. Si vota per l’Europa e per il suo futuro

Martedì 28 maggio alle ore 17.00 in Sala delle Edicole, si terrà l’incontro dal titolo “Reddito di cittadinanza: assistenza o capacitazione delle famiglie più vulnerabili?” che sarà moderato da Alberto Voci, Università di Padova, e vedrà la partecipazione di Raffaele Tangorra, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Paola Milani, Marco Ius, e Sara Serbati dell’Ateneo patavino.

Pagano le tasse e la previdenza, contribuiscono alle nascite, hanno tassi di criminalità simili agli italiani, sono in gran parte cristiani, emigrano per una vita migliore, ma subiscono misure restrittive (ad esempio nelle prestazioni assistenziali). “La presenza migratoria è per la maggior parte stabile, bisogna passare dalle discriminazioni alle pari opportunità”

Se il debito da rifinanziare cresce, e più soggetti vogliono acquistarne meno, diventa indispensabile convincerne altri. Il debito pubblico che rischia di rompere gli argini concordati non piace alla Commissione Ue: a giugno Bruxelles si potrà far sentire con raccomandazioni dure fino alla procedura di infrazione. E’ più probabile però un ennesimo slittamento a settembre quando la nuova Commissione Ue inizierà il mandato mentre a Francoforte finirà quello del presidente italiano della Bce, Mario Draghi

Asvess. Nasce l'Associazione veneta per lo sviluppo sostenibile, aderente all'Asvis, che punta alla realizzazione dei 17 obiettivi dell'Agenda 2030 Onu impegnandosi nell'ambito regionale. Quattro gli appuntamenti proposti all'interno del Festival in corso

Ci sono commenti che non vorremmo scrivere, specie alla vigilia di un voto importante. Ma ci sono gesti e ci sono parole che non avremmo voluto vedere né sentire. E rimanere in silenzio, in alcuni casi, potrà anche essere rispettoso della par condicio ma non lo è della decenza.
Sabato scorso a Milano, la piazza “sovranista” è stata affidata da Salvini al cuore immacolato di Maria, «che sono sicuro ci porterà alla vittoria». D’un tratto la Madonna è diventata uno slogan da campagna elettorale, una divina testimonial, un vessillo da far sventolare in piazza. E la religione si è fatta strumento politico, buono a eccitare le piazze e occupare i palcoscenici mediatici. Tutto questo, diciamolo a voce alta, è la peggiore offesa che si possa rivolgere ai credenti.

David Fox Sandmel è uno dei direttori dell’Anti-Defamation League, forse la più autorevole organizzazione di monitoraggio e contrasto all’antisemitismo nel mondo con sede a New York. Al Sir analizza il momento presente. “Non sono d’accordo - dice - che oggi sia sempre più difficile accettare l’altro. Quello che vedo è che gli haters ottengono molta attenzione, sulla stampa e su Internet. La sfida, allora, è come mettere insieme 'i buoni' e fare in modo che il bene faccia notizia”

Sono quesiti per molti aspetti intrecciati tra loro. E le risposte non discendono da imponderabili convergenze astrali, ma sono affidate alla partecipazione degli elettori, alle loro opzioni concrete e al loro senso di responsabilità. E' legittimo, anzi, doveroso interrogarsi sul dopo elezioni. Ben sapendo però che il dopo dipende da quel che si sceglierà oggi.