Idee

La preghiera che accompagna il digiuno ci ridimensiona, mostrando che la nostra grandiosità, che è tutta nella nostra testa, e che va in pezzi quando lo stomaco è vuoto e ci afflosciamo, può e deve lasciare spazio all’Unico davvero forte, davvero vivo, davvero autosufficiente. Se il digiuno mette a stecchetto il nostro corpo, la preghiera fa fare la dieta all’ego, ricordandoci che solo in Dio, proprio perché è oltre, ma al contempo vicinissimo a noi, la nostra carne tremebonda può trovare pace, può trasfigurarsi, e diventare carne di comunione tra Dio e l’uomo, nel “sì” perfetto e irrevocabile del primo e in quello da ridirsi quotidianamente del secondo

In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della discriminazione razziale, l’Alto Commissario lancia un messaggio con cui chiede che “mentre milioni di persone in tutto il mondo si sono giustamente commosse per la situazione estrema del popolo ucraino, le stesse difficoltà sono vissute dai rifugiati di tutto il mondo che meritano ugualmente la nostra compassione, la nostra empatia e il nostro sostegno”

La conversione che ci indica Gesù, ci ridona un cuore di carne che ci porta a sentire continuamente l’abbraccio del Padre di Gesù Cristo e a cogliere tutto il bene che c’è in ogni persona, anche quando sbaglia. Il tempo di grazia della Quaresima ci fa riscoprire ogni giorno che siamo chiamati da Dio ad essere persone veramente umane, capaci di prenderci cura non solo della nostra vita, ma anche di quella degli altri

Parla mons. Bohdan Dzyurakh, esarca apostolico dei cattolici di rito bizantino di Germania e Scandinavia. “Ci fa molto male quando si mette sullo stesso piano l’aggressore e la vittima. No, noi non volevamo questa guerra e non la vogliamo adesso. Vogliamo la pace ma la pace che vogliamo, non è la distruzione del nostro essere ma il ristabilimento della giustizia”. E su Putin e Zelensky dice: “Non parlerei di due leader. C’è il leader di uno Stato aggressore che fa tremare tutto il mondo e c’è un leader scelto democraticamente dal popolo ucraino che in queste drammatiche circostanze sta cercando di difendere il proprio popolo, la propria dignità e l’esistenza stessa dello Stato ucraino”

Dopo un anno dedicato alla sua figura, una Lettera apostolica (Patris corde) per tracciarne il profilo e un ciclo di dodici catechesi nell’udienza generale del mercoledì la Chiesa celebra oggi san Giuseppe. Mesi intensi dunque quelli che hanno preceduto l’odierna solennità ma nessuno poteva pensare che tale cammino si sarebbe confrontato con la follia della guerra che, in questo momento, insanguina l’Europa e mette a rischio la pace mondiale e lo stesso futuro dell’umanità

La Conferenza sul futuro dell'Europa, avviata un anno fa, si concluderà il prossimo 9 maggio. A Strasburgo i lavori della plenaria: al centro dell'attenzione economia, migrazioni, trasformazione digitale. Simone Pavesi (Europhonica) al Sir: "il dialogo tra le parti è una bella opportunità". Alle istituzioni comunitarie il compito di dar corso alle raccomandazioni dei cittadini e ad eventuali riforme interne