Idee

Nel battesimo che i cristiani celebrano per sperimentare la loro personale Pasqua, il loro passaggio “dal buio alla luce” – questo il sottotitolo del film di Marie Heurtin –, cioè il passaggio a una rinnovata esistenza spirituale, è incluso il rito dell’“effatà”, parola ebraica che Gesù rivolgeva proprio ai ciechi e ai sordo-muti, per guarirli e renderli finalmente figli a lui gemellati, abilitandoli ad ascoltare il dirsi del Padre suo e a rispondergli senza più alcuna inibizione. Dio sa quanto bisogno abbiamo di qualcosa del genere oggi, nell’epoca in cui più che mai rinunciamo alla parola, al dialogo, al contatto effettivo, alla relazione autenticaanche tra di noi, magari appiattendo lo sguardo su un algido ancorché colorato touch screen e digitandovi sopra non parole vere, ma una serie di sbrigativi acronimi e di emoticon standardizzate

Gesù ha abbracciato il silenzio della vita nuda, vulnerabile, indifesa o ferita, la vita che nessuna città accoglie, la vita bloccata dal filo spinato delle frontiere, impietosamente segnata in funzione dello scarto. Ha abbracciato il silenzio di tutte le vittime della storia, il silenzio terrificante dell'ingiustizia, la lama cieca della violenza, il grido senza voce degli esclusi, il silenzio imposto ai poveri, l'ultimo sguardo immenso e silenzioso che i giusti gettano sulla terra

È risorto. Dio riscatta, nel corpo morto di Gesù di Nazareth, tutta la storia dell’universo trasfigurandola in una nuova luce, in una dimensione altra, quella della risurrezione. Dove tutto viene rimesso in gioco per una nuova creazione... Nella risurrezione tutto viene rimesso in gioco per una vita che va al di là della nostra capacità di previsione, calcolo, immaginazione

La Pasqua ci ha connessi oggi e per sempre con la sorgente della vita: ci dona di vivere la santità nell’oggi, consapevoli che non abbiamo altro tempo per essere santi

“La nostra indifferenza diventa complicità con le nuove forme di schiavitù che distruggono la vita e il futuro di tante donne del Sud del mondo, ma anche di tanti consumatori del Nord del mondo. Il danno di questa nuova e terribile forma di schiavitù è enorme. E richiede una forte denuncia e lotta contro la criminalità organizzata. Tutti siamo chiamati a sentirci responsabili di questo grave disagio sociale”. Ne è convinta suor Eugenia Bonetti (Associazione Slaves no more), che analizza il fenomeno della tratta, sull’ultimo numero del mensile “Vita Pastorale” (maggio 2019). Pubblichiamo il testo integrale della sua riflessione.

L'incendio della cattedrale parigina è una delle tante distruzioni della Storia, che non ha riguardo né per gli edifici sacri né per quelli laici. Ma pensare alla ricostruzione non basta: per noi cristiani c'è bisogno di uno sguardo di fede che vada oltre e riconosca il valore delle ferite.

Gesù ci vuole suoi imitatori e vuole che nelle nostre relazioni (sia quelle con i fedeli, sia quelle fra di noi) siamo sempre ministri di guarigione. Se non le viviamo così non diverranno mai relazioni ministeriali: saranno solo amicizie e, nella peggiore delle ipotesi, complicità.

Nel rogo di Notre-Dame si può forse decifrare la giusta risposta: una sorta di triste divinazione, utile però per tradurre in rinnovata speranza quello che a qualcuno può sembrare un macabro presagio. E per rendersi conto che lo scenario da scrutare non è la cattedrale bruciata ma la gente tutt’attorno: che – proprio in Francia – il post-cristianesimo stia cedendo il passo alla post-laïcité?

Forum di Limena. Un documento siglato da oltre 150 personalità del mondo cattolico invita a riaprire il dibattito sul futuro dell'Italia. «Non possiamo rimanere in silenzio: coniugare fede e vita è oggi indispensabile». Tra i firmatari 22 preti, 7 religiosi, 1 diacono permanente. Esponenti di associazioni e movimenti ecclesiali, sindacalisti, politici, intellettuali, insegnanti, imprenditori. Un arcobaleno di presenze che dice di una storia radicata e di una voglia di discutere che non è venuta meno, seguendo quel metodo del discernimento iscritto nella storia delle nostre chiese, dai convegni di Aquileia al convegno nazionale di Firenze.

Uno dei mali della politica attuale – ossessionata dal consenso – è “la superficialità con la quale si pone dinanzi a problemi complessi, come immigrazione, povertà e disoccupazione, evitando di indagare le radici profonde dei mali che affliggono la società italiana” e producendo “risposte scomposte che alimentano un clima sociale aggressivo e divisorio”. A colloquio con Chiara Tintori, coautrice, assieme a padre Sorge, di un libro che farà discutere. Il populismo, sostengono, “è privo del senso dello Stato, uccide il bene comune e sacrifica l’apparire all’essere”. Sempre più necessari cultura, formazione e dialogo. Il popolarismo sturziano come “antidoto” alle derive odierne. “Le elezioni europee saranno una buona occasione per arginare i rigurgiti nazionalisti”