Idee

Più che commentare il Papa, operazione che ritengo presuntuosa, mi pare importante dedicarsi alla lettura del testo. Con il cuore libero: dalle paure rispetto a questo tempo, perché anche oggi il Signore parla (lo disse Isaia al popolo in un contesto non facile – Is 55, 6); libero dalle incertezze rispetto ai giovani, perché anche in essi c’è il sigillo della creazione e anche nel loro cuore c’è il soffio dello Spirito; libero dai pregiudizi che nascondono le fragilità attorno alle quali ci illudiamo di costruire fortezze inattaccabili

Il ruolo della famiglia è indispensabile per assicurare la tenuta sociale dell'Italia. Un tema su cui non contrapporre le piazze ma costruire un pensiero condiviso per questo tempo. Con serenità e chiarezza. Dalla prolusione del card. Bassetti l'invito a non accettare una società "slabbrata", litigiosa, che somma una serie di solitudini

A Firenze il primo festival dell’economia civile. L’economista Zamagni: “Chi ha il potere economico finirà, lo sta già facendo, per esercitare un’egemonia economica e culturale”. Becchetti: “Il mondo gira intorno alle nostre grandi scelte di consumo”

Il Senato ha approvato ieri le nuove norme sulla legittima difesa. Immediate le reazioni delle associazioni. Gonnella (Antigone): “"Il rischio più grande è la presunzione di assoluta impunità". Beretta (Opal): “Temo che aumenteranno gli omicidi e ci sarà più violenza". Movimento Nonviolento: "Vince l’industria delle armi, perde la democrazia"

Auguriamoci ancora che l’uomo (il cittadino, l’europeo) non smentisca se stesso destrutturando ciò che è stato costruito per il suo bene e per la pace tra gli uomini. Quella pace che come ci chiede Papa Francesco (nel discorso ai i partecipanti alla Conferenza “(Re)thinking Europe” dell’ottobre 2017) deve diventare una promessa in grado di gettare i semi per una vera e propria cultura di pace. Che superi paure e menzogne e sia – aggiunge ancora il Pontefice – luogo di “rapporti umani autentici e ricerca della giustizia, senza le quali la sopraffazione è la norma imperante di qualunque comunità”

Assistenti sociali. Tra passione, nuove relazioni sociali da attivare e precarietà. La giornata mondiale del servizio sociale è stata l’occasione per raccontare il lavoro quotidiano di professionisti impegnati nell’ascolto e nel sostegno alle persone più fragili

Storia, cultura, società, spiritualità sono aspetti della profonda vicinanza tra i due Paesi al di qua e al di là delle Alpi. E la costruzione europea - con personaggi del calibro di De Gasperi, Schuman, Spinelli, Monnet - è uno degli elementi forti che legano Roma con Parigi. Chi oggi vorrebbe dividere, per calcolo politico o elettorale, Italia e Francia dovrebbe tener conto di questa realtà

Non è agevole comprendere il discrimine che passa tra la sinodalità e un Sinodo: si rischia di presumere che, a confronto con lo spessore concreto di questo, quella appaia semplicemente un concetto astratto. La sinodalità, però, ha un respiro largo e complesso. Scaturisce dal crogiuolo dei rapporti che costituiscono ciascuna Chiesa locale in se stessa e in relazione alle altre Chiese particolari. Il contrassegno della sinodalità è il pluralismo. La Chiesa veramente sinodale è sinfonica - “poliedrica” si legge nell’esortazione Evangelii gaudium, che il Papa a Firenze non a caso ha chiesto di approfondire “in modo sinodale” -, valorizza le distinzioni ma non ammette distanze. La sinodalità significa - inoltre - convenire insieme, muoversi di concerto, fare ciascuno la propria parte nella comunità e per la comunità

A essere precisi, nel nostro ordinamento il principio dello ius soli (ben noto al diritto romano) già esiste in virtù della legge 91 del 1992, secondo cui lo straniero nato in Italia e che vi abbia risieduto legalmente senza interruzione fino alla maggiore età, diviene cittadino al raggiungimento di quest’ultima. Ma quella legge risale a oltre un quarto di secolo fa e negli anni la situazione è profondamente cambiata. A guardarla con occhi liberi da schemi ideologici, la necessità di considerare italiani ragazzi che sono nati nel nostro Paese, che parlano italiano con l’accento di uno dei nostri tanti dialetti e magari vorrebbero diventare carabinieri come Rami e Adam, appare in tutta evidenza un fatto di equità e di civiltà