Idee

Chiara Tintori e padre Bartolomeo Sorge firmano un libro destinato a far discutere. Il populismo, sostengono, «è privo del senso dello Stato, uccide il bene comune e sacrifica l’apparire all’essere». Un “antidoto” alle derive odierne? Il popolarismo sturziano. L’equivoco di fondo del populismo sta nel ritenere che la maggioranza parlamentare si identifichi con il popolo tutto intero

Il presidente della Federazione italiana volontari della libertà ricorda il sacrificio dei partigiani e la lotta popolare per la ricostruzione etica e morale dell’Italia, piegata dal ventennio fascista e dalla guerra mondiale. “L’idea che ci sia un bene comune che deve prevalere, al quale tutti dobbiamo contribuire, deve continuare a essere tenuta in grande evidenza anche in questa fase della vita del Paese”

A cento anni dall’appello ai “Liberi e forti” con il quale don Luigi Sturzo diede vita al Partito popolare italiano, sulla scena politica internazionale vanno crescendo le forze e i movimenti che rivendicano di essere interpreti del “popolo”. Dei possibili punti di contatto e differenze tra il popolarismo sturziano e il populismo dei giorni nostri ne abbiamo parlato con Giovanni Dessì, segretario generale dell’Istituto Luigi Sturzo

Il superamento della “crisi” strutturale dell’Ue passa anche – ma non solo – attraverso una revisione dei Trattati su cui questa si fonda. Responsabilità che incombe sugli Stati membri e che dovrebbe essere assunta principalmente nella direzione di un rafforzamento del ruolo dell’Europarlamento e nella prospettiva di un governo europeo svincolato dagli Stati membri. Senza trascurare la lezione del Brexit

La vita inizia proprio come rinuncia e sacrificio, dal momento in cui si è messi al mondo. Non è un male rinunciare, importante è essere in grado di farlo con discernimento e spirito costruttivo

Nel battesimo che i cristiani celebrano per sperimentare la loro personale Pasqua, il loro passaggio “dal buio alla luce” – questo il sottotitolo del film di Marie Heurtin –, cioè il passaggio a una rinnovata esistenza spirituale, è incluso il rito dell’“effatà”, parola ebraica che Gesù rivolgeva proprio ai ciechi e ai sordo-muti, per guarirli e renderli finalmente figli a lui gemellati, abilitandoli ad ascoltare il dirsi del Padre suo e a rispondergli senza più alcuna inibizione. Dio sa quanto bisogno abbiamo di qualcosa del genere oggi, nell’epoca in cui più che mai rinunciamo alla parola, al dialogo, al contatto effettivo, alla relazione autenticaanche tra di noi, magari appiattendo lo sguardo su un algido ancorché colorato touch screen e digitandovi sopra non parole vere, ma una serie di sbrigativi acronimi e di emoticon standardizzate

Gesù ha abbracciato il silenzio della vita nuda, vulnerabile, indifesa o ferita, la vita che nessuna città accoglie, la vita bloccata dal filo spinato delle frontiere, impietosamente segnata in funzione dello scarto. Ha abbracciato il silenzio di tutte le vittime della storia, il silenzio terrificante dell'ingiustizia, la lama cieca della violenza, il grido senza voce degli esclusi, il silenzio imposto ai poveri, l'ultimo sguardo immenso e silenzioso che i giusti gettano sulla terra