Idee

La carenza di lavoro è un problema personale e sociale. Il lavoro è base per l’autonomia personale per realizzare il proprio presente e impostare un auspicabile futuro

Robert Schuman La "Dichiarazione" del ministro degli esteri francese, il 9 maggio 1950, fu il punto di partenza del cammino che ha portato all'Unione europea. Settant'anni dopo, rimane un riferimento imprescindibile per chi ha a cuore il futuro del continente. I "padri fondatori" seppero realizzare una collaborazione economica, e poi politica, basata sulla solidarietà tra le nazioni

Quando, il 27 maggio, il governo potrà abbandonare la tattica del “buttare la palla avanti”, di rinvio al futuro per non scontentare elettori, l’agenda sarà impegnativa e riguarderà più l’economia che la finanza. Sullo sfondo, le manovre per scongiurare la temuta imposta patrimoniale che, pur smentita da tutti, è presa in esame dagli analisti come ipotesi estrema per evitare l’aumento dell’iva

Esiste un’Europa delle idee, dei principi, dei valori, dei riferimenti ideali. Esiste però anche un’Europa di carta, quella dei trattati, delle istituzioni, delle procedure. Esiste infine un’Europa della vita quotidiana. Il problema, il grande problema oggi è che queste tre diverse Europe, tutte reali vanno ciascuna per proprio conto, confliggono Non è sempre andato così. All’inizio forze politiche forti e coerenti, garantivano una sintesi, che generava fiducia, consenso e in concreto benessere diffuso. La divergenza di queste tre Europe è frutto di due passaggi, la svolta neo-liberista degli anni novanta e la svolta della mondializzazione dei primi anni duemila. Passaggi lasciati, per l’insufficienza del pilotaggio, a loro stessi. Il pilota automatico, ovvero mercato e profitto a breve per pochi, non ha funzionato. Se ne sono accorti i cittadini, eccome: così si rischia solo di andare a sbattere

Il presidente dell'Azione cattolica, impegnato a Chianciano Terme per il convegno delle presidenze diocesane, lancia un appello per "camminare insieme a persone di ogni età, condizione sociale e culturale, credenti e non credenti, prendendoci cura della vita concreta e dei bisogni più profondi della loro esistenza". E in vista delle imminenti elezioni europee aggiunge: "Sono un passaggio importante da cui dipende, più di quello che crediamo, il futuro del nostro Paese. Stare in Europa è decisivo"

L’appello è scritto dal prof. Francesco Bonini e dal Rettore dell’Institut Catholique de Paris, Mons. Philippe Bordeyne, in vista delle elezioni europee del 26 maggio. Tra le istituzioni accademiche che hanno aderito: l’Università Cattolica del Sacro Cuore, la Lateranense e la Salesiana. Questa mattina l'appello verrà presentato a Parigi

Quando, il 27 maggio, l'Esecutivo potrà abbandonare la tattica del “buttare la palla avanti”, di rinvio al futuro per non scontentare elettori, l’agenda sarà impegnativa e riguarderà più l’economia che la finanza. Dall’Alitalia, che tanto più diventerà pubblica tanto più costerà ai cittadini, alla Fase due di rilancio dell’Ilva, Tav, Flat Tax, le privatizzazioni di società e beni demaniali, l’abbraccio con la Cina per la Via della Seta (visto con sospetto dagli Usa) e tanto altro per alimentare un Pil (Prodotto interno lordo) molto deludente. C’è un’agenda d’emergenza anche per i conti pubblici per scongiurare la temuta imposta patrimoniale. Una tassazione straordinaria su quanto accumulato nel tempo che, pur smentita da tutti, è presa in esame dagli analisti come ipotesi estrema per dare una sterzata. Per evitare quell’aumento dell’Iva (ora al 22%) al 24,2% nel 2020, e anche peggio l’anno successivo, che renderebbe più costosi i principali consumi