Idee

I disastri che hanno colpito l'Italia a inizio novembre non sono casuali né inaspettati. Ci ricordano invece le implicazioni morali delle scelte politiche, economiche, personali che siamo chiamati ad assumere, come singoli e come parte di una comunità, per rispondere alla grave crisi socio-ambientale.

La Chiesa e l'Ici. La sentenza della Corte di giustizia Ue sulle imposte non versate dagli enti non profit ha riaperto una polemica pretestuosa e strumentale. Eppure la Chiesa ha sempre pagato tutte le tasse dovute. Nel 2011 la nostra diocesi ha versato 660 mila euro di Ici. Hanno pagato perfino le Cucine economiche popolari.

Una santità tangibile, umana, che si nutre della Parola di Dio, che rende concreta la possibilità di amare come Gesù. È una santità non studiata a tavolino o frutto di una elaborazione mentale, ma una santità che si sviluppa nel tempo, che abbraccia tutta la persona che cerca costantemente in ogni situazione il volto del Signore e quello degli uomini e delle donne di oggi.

“La Corte di giustizia Ue: l’Italia recuperi l’Ici non versata dalla Chiesa” è il titolo con cui molte testate giornalistiche hanno dato notizia della sentenza che, il 6 novembre scorso, ha posto un ulteriore tassello nell’intricata vicenda che da anni coinvolge l’esenzione dalle imposte municipali concessa dal nostro Paese ad alcuni immobili destinati ad attività socialmente meritevoli. 

La leader tedesca ha discusso con gli eurodeputati sul futuro dell'integrazione. "Restiamo uniti per affrontare le sfide globali". Solidarietà e tolleranza gli elementi per proseguire il cammino. Tra le proposte futuribili un esercito comune, urgente invece farsi carico delle pressioni migratorie che sono un "problema europeo". Silenzio invece su Uem e unione bancaria

Una battaglia che ogni giorno impegna la coscienza. “Spazio ai giornali per combattere le fake news”: Laurene Powell Jobs, vedova di Steve Jobs, fondatore di Apple, esprime questa convinzione agli studenti riuniti dall’Osservatorio Giovani Editori agli inizi di novembre a Firenze.

Non solo i criminali comuni, ma anche le grandi imprese possono rendersi responsabili di reati “violenti”. Lo si è visto di recente con Amazon, Eternit, Ilva, Monsanto e Thyssen Krupp. Fino al recentissimo disastro di Genova

Ruth Dureghello, presidente della Comunità ebraica di Roma: “Se non ci si ribella di fronte ad uno spaccone in metropolitana, se non ci si ribella di fronte ad una maglietta volgare, se non si dice no ai banditori di odio e a chi si dichiara fascista senza neanche sapere cosa è stato il fascismo, che futuro possiamo costruire? Bisogna allora rispondere con chiarezza e dire: noi da quella parte non ci vogliamo stare”.

Prophetic economy. Dal 2 al 4 novembre a Castel Gandolfo. Il sogno di un modello che all’avidità individuale sostituisca la fiducia reciproca. Tre giorni di incontri e riflessioni promossi dal Movimento dei focolari e da tante altre realtà impegnate a costruire un futuro più giusto per il mondo. La tradizione italiana dell'economia civile può offrire la strada per correggere le distorsioni dell'attuale modello.

La "banca delle imprese" nata nel 2006 potrebbe essere il prossimo ghiotto boccone di Pechino, pronta a iniettare milioni di denaro fresco nell'istituto. Si profila, di fatto, il controllo di Project group Asia investment su Banco delle Tre Venezie: un’iniezione di 22 milioni nel capitale sociale (44 milioni 638 mila euro) dell’istituto di credito costituito il 24 luglio 2006 a Padova di fronte al notaio Lorenzo Todeschini.

Sono due le scommesse che il governo 5stelle-Lega ha deciso di giocarsi ed entrambe hanno dei risvolti etici che vale la pena richiamare e analizzare brevemente.

La prima chiama in causa principalmente i 5stelle, che hanno scommesso con i loro elettori che avrebbero mantenuto, costi quel che costi, le promesse fatte in campagna elettorale, in particolare sul reddito di cittadinanza. La seconda chiama in causa soprattutto i leghisti, che a loro volta hanno scommesso con i propri elettori che avrebbero mantenuto, ancora una volta costi quel che costi, le promesse fatte, sempre in campagna elettorale, su espulsione immediata degli immigrati clandestini e lotta contro l’Europa dei burocrati e dei mercanti.

Il vento dei sondaggi è favorevole e la giustificazione che essi portano ha una sua dignità etica: “pacta sunt servanda”, i patti si devono mantenere, costi quel che costi. Ma è proprio vero che i patti si devono sempre e comunque mantenere, costi quel che costi?