Memoria, Casellati: fu un male universale che non potrà mai essere dimenticato

Il ricordo è l'unica via per vincere il buio dell'indifferenza. Lo dice in Aula la presidente del Senato Elisabetta Casellati in occasione della Giornata della Memoria

Memoria, Casellati: fu un male universale che non potrà mai essere dimenticato

"Oggi è la Giornata della Memoria, la ricorrenza che ogni anno ci consente di onorare le vittime della Shoah. Desidero quindi rivolgere a nome mio personale e di tutto il Senato un sincero pensiero di vicinanza e di amicizia alla comunità ebraica italiana e internazionale". Lo dice in Aula la presidente del Senato Elisabetta Casellati.

"76 anni fa- aggiunge- l'apertura dei cancelli di Auschwitz ha svelato al mondo l'orrore dello sterminio ebraico. Il dolore del genocidio è ancora vivo in noi. Perché quel male, inferto a donne e uomini senza colpa, è un male universale, che non potrà mai essere dimenticato. Il ricordo è l'unica via per vincere il buio dell'indifferenza. Solo la memoria può renderci davvero consapevoli. Consapevoli del passato e consapevoli del futuro che vogliamo".

"Conoscere la storia non basta- prosegue la presidente-. È necessario comprenderla, capirla, sentirla nella sua terrificante realtà. Solo così il ricordo di ciò che è stato diventa ispirazione per vincere l'indifferenza, per non voltarsi mai dall'altra parte, per battersi sempre e comunque in difesa del bene supremo della vita e della dignità umana. La libertà, la democrazia, l'uguaglianza, sono il lascito che la Shoah ci ha affidato. Sono una eredità che va coltivata ogni giorno, lottando contro le tante insidie esistenti, costruendo solidi antidoti contro i germi della discriminazione, della violenza, della sopraffazione".

Ciascuno di noi, dice ancora Casellati, "può fare molto perché il ricordo diventi la nostra coscienza collettiva e perché quella coscienza ci renda sempre vigili interpreti dell'oggi. Questo è il compito che la Giornata della Memoria ci affida, e sono certa che specialmente i giovani sapranno essere i nostri migliori testimoni di pace". (DIRE)

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Fonte: Redattore sociale (www.redattoresociale.it)