Che Dio sia sempre con te!

Il libro dei Numeri non è tra i più conosciuti dell’Antico Testamento, eppure ogni anno, il primo giorno dell’anno, la prima lettura è presa da questo libro! Anche quest’anno il primo brano della Bibbia che abbiamo ascoltato è Numeri 6,22-27.
Sono parole passate alla storia come “la benedizione di Aronne”; qualcuno le ricorda anche come “la benedizione di san Francesco”, perché il Santo di Assisi le aveva fatte proprie e usate per benedire i suoi fratelli.

Che Dio sia sempre con te!

La formula di benedizione sacerdotale dettata a Mosè, e quindi ad Aronne, non è affatto una sorta di amuleto, ma l’augurio di pienezza che la Chiesa rivolge ai suoi figli all’inizio dell’anno.

Il Signore parlò a Mosè e disse:
«Parla ad Aronne e ai suoi figli
dicendo: “Così benedirete
gli Israeliti: direte loro: Ti benedica
il Signore e ti custodisca.
Il Signore faccia risplendere per te
il suo volto e ti faccia grazia.
Il Signore rivolga a te
il suo volto e ti conceda pace”.
Così porranno il mio nome
sugli Israeliti e io li benedirò».

Numeri 6,22-27

Il libro dei Numeri non è tra i più conosciuti dell’Antico Testamento, eppure ogni anno, il primo giorno dell’anno, la prima lettura è presa da questo libro!
Anche quest’anno il primo brano della Bibbia che abbiamo ascoltato è Numeri 6,22-27. Sono parole passate alla storia come “la benedizione di Aronne”; qualcuno le ricorda anche come “la benedizione di san Francesco”, perché il Santo di Assisi le aveva fatte proprie e usate per benedire i suoi fratelli.

Ma cominciamo cercando di collocare questo brano nell’insieme del libro.
Tutti abbiamo in mente le vicende dell’Esodo: il popolo di Israele, ridotto in schiavitù dagli Egiziani, alza verso il cielo preghiere di lamento e invoca l’aiuto di Dio; il Signore sente il suo grido e interviene per liberare: con mano potente e braccio teso, Dio libera il suo popolo dalla schiavitù. Uscito dall’Egitto, il popolo di Dio si trova ad affrontare un lungo viaggio, attraverso il deserto, per raggiungere la terra promessa. Durerà in tutto quarant’anni, non poco! Il libro dei Numeri ci racconta proprio alcune delle tappe di questo viaggio; potremmo dire che ne contiene la seconda parte, quella in cui Mosè riesce finalmente a condurre i figli di Israele fino ai margini della terra promessa.

Nel libro dei Numeri non ci sono però solo i racconti di quello che capita durante questo lungo itinerario, ci sono anche norme e leggi che Dio dà al popolo, sempre attraverso la mediazione di Mosè.
La lettura che oggi andiamo ad approfondire è una di queste norme. È rivolta ai sacerdoti, ai quali Dio spiega (o meglio: Dio dice a Mosè di dire ad Aronne e ai suoi figli, cioè ai sacerdoti) le parole che dovranno usare quando gli Israeliti verranno da loro chiedendo una benedizione.
Nell’antico popolo di Israele quella di chiedere una benedizione era un’abitudine molto diffusa. Di solito erano i sacerdoti a benedire nel nome di Dio; per questo le direttive vengono date ad Aronne e ai suoi figli.
Il libro del Siracide racconta, a proposito di un sacerdote di nome Simone, che «alzava le sue mani su tutta l’assemblea dei figli d’Israele per dare con le sue labbra la benedizione del Signore e per gloriarsi del nome di lui. Tutti si prostravano di nuovo per ricevere la benedizione dell’Altissimo» (Sir 50,20-21).

Il brano dei Numeri ci dice in concreto quali parole avrebbero dovuto pronunciare i sacerdoti nel benedire il popolo, quali auguri avrebbero dovuto rivolgere loro; sono tre invocazioni.

La prima: «Ti benedica il Signore e ti custodisca»
La benedizione del Signore nell’Antico Testamento è tutt’altro che un concetto astratto; il servo di Abramo, mandato alla ricerca di una moglie per Isacco, dice così ai familiari di Rebecca: «Il Signore ha benedetto molto il mio padrone, che è diventato potente: gli ha concesso greggi e armenti, argento e oro, schiavi e schiave, cammelli e asini» (Gen 24,35). Invocare la benedizione di Dio significa dunque augurare la sua protezione e ogni altro bene sulla terra.

La seconda: «Il Signore faccia risplendere per te il suo volto e ti faccia grazia»
E' ancora un linguaggio molto concreto con cui si augura che il Signore doni il suo aiuto e la sua benevolenza. Il Salmo 31 infatti prega così: «Liberami dalla mano dei miei nemici e dai miei persecutori: sul tuo servo fa’ splendere il tuo volto, salvami per la tua misericordia» (vv. 16-17); ugualmente il Salmo 80: «Risveglia la tua potenza e vieni a salvarci. O Dio, fa’ che ritorniamo; fa’ splendere il tuo volto e noi saremo salvi» (vv. 3-4). Dio fa splendere il suo volto quando viene a salvarci, quando ci libera dai nemici.

La terza invocazione è simile alla seconda: «Il Signore rivolga a te il suo volto e ti conceda pace»
Per comprendere meglio il significato dell’immagine è utile considerare quella contraria, “nascondere il volto”: quando il popolo mi abbandonerà – dice Dio a Mosè – e si prostituirà ad altri dei, «in quel giorno, la mia ira si accenderà contro di lui: io li abbandonerò, nasconderò loro il volto e saranno divorati. Lo colpiranno malanni numerosi e angosciosi e in quel giorno dirà: “Questi mali non mi hanno forse colpito per il fatto che il mio Dio non è più in mezzo a me?”» (Dt 31,17). Augurare a qualcuno che il Signore rivolga il volto su di lui è dunque un modo poetico per dire: che il Signore sia sempre con te.

Quando qualcuno viene da voi – dice Dio ai sacerdoti – augurate questo: che il Signore sia in mezzo a voi sempre; che in ogni vicenda della vita sia schierato dalla vostra parte. È l’augurio che la Chiesa rivolge ai suoi figli all’inizio di un anno nuovo; è l’augurio che potremmo scambiarci l’un l’altro, incontrandoci, in questo inizio di anno. Parafrasando le parole del rito del matrimonio, potremmo dire così: che il Signore sia con te sempre, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, tutti i giorni di quest’anno che è appena iniziato. C’è augurio più bello?

don Carlo Broccardo

Nella foto: Giacobbe benedice i figli di Giuseppe, di Harmenszoon van Rijn Rembrandt, 1656, olio su tavola, cm. 177x 210, Museo nazionale di Kassel, Germania.

Copyright Difesa del popolo (Tutti i diritti riservati)