Il nostro obiettivo? Donare un sorriso

A febbraio è stata inaugurata la Casa per Anziani realizzata in collaborazione con l’Associazione Universale di sant’Antonio. La situazione attuale richiede un ulteriore sforzo di solidarietà.

Il nostro obiettivo? Donare un sorriso

Il periodo di emergenza per l’epidemia del Covid 19 ci ha fatto sperimentare la nostra fragilità e, se anche non abbiamo mai perso la speranza, ci ha messo di fronte ad alcuni timori: la solitudine, il lavoro, la precarietà economica, l’incertezza per il futuro.

L’isolamento sociale che ci è stato richiesto ci ha allontanato dai nostri cari e ha messo in difficoltà le persone più fragili come i bambini, ma soprattutto gli anziani che, senza nessun contatto con i famigliari, si sono ritrovati molto spesso incapaci di comprendere fino in fondo quanto stava accadendo intorno a loro. Continuiamo a ripeterci che “andrà tutto bene” e forse sarà proprio così, ma ancora siamo confusi e incapaci di vedere chiaramente come sarà il nostro prossimo futuro.

Le stesse sensazioni d’incertezza e precarietà le abbiamo condivise in tempi non sospetti, quasi quattro anni fa, quando ci è arrivata la richiesta dall’Associazione WEP (Welfare and Education for the Poor) di sostenere un progetto pensato per gli anziani soli e abbandonati nella regione di Selvapuram, nello Stato del Tamil Nadu in India.

I giovani infatti si spostano verso le città in cerca di lavoro e devono lasciare incustoditi gli anziani che, in isolamento e in solitudine, sovente sviluppano un senso di colpa e inadeguatezza dovuto allo sconforto e alla completa dipendenza dall’aiuto esterno, spesso sporadico e volontario. E così gli amici di WEP hanno pensato di costruire una casa per gli anziani rimasti abbandonati, non solo per prendersi cura di loro, ma per riuscire a dar loro, oltre a tutte le cure necessarie, un progetto per riprendere semplici attività quotidiane e riattivare una vita modesta e dignitosa.

La comunità è stata coinvolta e come segno di responsabilità ogni famiglia ha donato una cifra simbolica che si è aggiunta a quella di WEP per l’acquisto del lotto da edificare.
Da poco la Casa è stata completata e lo scorso febbraio c’è stata l’inaugurazione davanti a tutta la comunità. L’obiettivo ora è quello di iniziare ad accogliere gli anziani più bisognosi e attivare con loro alcune attività di sostentamento. Sono stati pensati alcuni micro-progetti: la realizzazione di un orto per il fabbisogno degli ospiti della casa, la lavorazione della fibra delle noci di cocco per creare borse, ceste, cinture e l’allevamento di alcuni animali da cortile per la produzione di uova e carne.

Purtroppo l’emergenza Covid 19 ha raggiunto anche questi territori e il progetto della Casa è stato sospeso per motivi di sicurezza sanitaria. Ma la solidarietà non si ferma e, con uno sforzo straordinario, gli anziani più bisognosi sono stati raggiunti nelle loro povere case con generi di prima necessità e con ausili sanitari. Le notizie che ci arrivano sono molto tristi e ci fanno maggiormente comprendere che, quando una calamità si manifesta su persone già molto fragili, tutto diventa ancora più pesante.

Nel novembre 2018 abbiamo avuto modo di conoscere direttamente la comunità e alcuni dei futuri beneficiari della Casa per anziani di Selvapuram. Non possiamo ora non pensarli in questa difficile situazione, che ci accomuna tutti. Ci accomuna nel dolore, nella solitudine e nella disperazione, ma anche nella solidarietà e nel farci sentire le persone anziane di questa lontana comunità come dei nonni “acquisiti” per quel sentimento di carità che sant’Antonio ci ha lasciato in eredità.

Ilaria Urbinati

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