Laudato si’, mi Signore

Con l’arrivo della bella stagione tutto riprende vita e si colora di novità. Penso sia meraviglioso per tutti rivivere ogni anno le giornate estive e contemplare la bellezza della natura. Stupende immagini in una miriade di colori, profumi e suoni. Questo è sicuramente un dono, ma anche un impegno.

Laudato si’, mi Signore

Il libro della Genesi ci ricorda che la terra è stata affidata all’uomo e alla donna perché la coltivassero e la custodissero (Gn 2,15).
Come stiamo rispondendo a questo compito? Non sono pochi gli episodi che segnalano un lento, ma inesorabile degrado del nostro pianeta, a partire dai cambiamenti climatici fino all’inquinamento. La nostra bella “casa” sta diventando inospitale. I proclami sono molti, le conversioni poche. Dagli accordi sul clima di Parigi nel 2015 qualcuno si è tirato indietro; gli Stati Uniti hanno ripreso a usare il carbone; nell’Oceano Pacifico si sta formando “un’isola di plastica” grande tre volte la Francia...

Vorrei riprendere, a questo proposito, una voce forte che proprio in quell’anno si è levata per ricordare a ogni abitante di questo pianeta, di ogni religione e cultura, la responsabilità di mantenere e custodire la “casa comune”. È la voce di papa Francesco con l’enciclica Laudato si’.
Rifacendosi al celebre testo poetico composto da san Francesco (Cantico delle creature), ci ricorda con toni autorevoli, né nostalgici né romantici, che la terra va preservata. Un’analisi lucida dei danni che stiamo facendo lasciando che la politica ceda all’economia e l’economia alla tecnologia. 

L’ecologia inizia dentro di noi – ci ricorda papa Francesco – e si riverbera in tutta la sua potenza al di fuori con azioni concrete che portano alla pace e a un benessere pieno e condiviso. Nella visione ecologica cristiana entrano tutte le realtà create, umane e naturali.

Alla base dell’attenzione per il pianeta sta una relazione forte tra le persone, tra le persone e le cose, tra le cose e il loro significato per l’esistenza.
Non è forse contraddittorio dare più attenzione a cani e gatti che agli anziani? Non è forse irragionevole difendere i diritti degli animali e calpestare quelli dei poveri? Non si tratta di essere animalisti o ecologisti o filantropi... Siamo tutti parte della creazione: persone, animali, piante, il cosmo intero. La nostra vita dipende da una relazione sana ed equilibrata con tutti gli esseri viventi.

L’enciclica parla di una «ecologia integrale»: ambientale, economica, sociale, culturale della vita quotidiana, che protegge il bene comune e sa guardare al futuro.
Può sembrare un impegno immane, ma le parole del Papa ci fanno capire come anche nel nostro quotidiano si può incidere. Educarsi a un nuovo stile di vita, promuovere un diverso paradigma di sviluppo, la “decrescita” per chi ha troppo e la sobrietà come valore, sono compiti possibili per ognuno. Il mito di una crescita all’infinito non è sostenibile, e quando lo si persegue si creano disuguaglianze e catastrofi.

Sant’Antonio ha saputo godere dei benefici della natura.
Nei suoi ultimi giorni si era ritirato in campagna, all’ombra del famoso noce dell’amico Tiso da Camposampiero. Il fascino ristoratore della natura è per il nostro benessere fisico e spirituale.
Ci auguriamo, in questo tempo estivo, di assaporare tanta bellezza, esprimendo il nostro Laudato si’ mi Signore, riconoscenti e responsabili della “casa comune” da custodire e coltivare per le generazioni future.

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