Oltre le coincidenze

A qualcuno l’inizio di questo nuovo anno fa tirare un sospiro di sollievo. È finalmente finito l’anno bisestile che nell’immaginario popolare è considerato portatore di disgrazie e malattie. E come non pensarlo, visto quanto accaduto? Eppure sono coincidenze, casualità attribuite a un anno piuttosto che a un altro. Il 2020 è stato differente solo per aver avuto un giorno in più. Quello che è capitato è contingente e non conseguenza.

Oltre le coincidenze

Dobbiamo, tuttavia, abituarci a pensare la vita non come un insieme di coincidenze o di fatalità o di casualità... La percezione dell’andamento della storia non deve oscillare tra una successione di eventi casuali e un determinismo cieco. La libertà umana, le scelte, il modo di pensare la vita influiscono sul darsi degli eventi e sulle modalità di affrontarli. Che tutte le prospettive e i desideri coincidano perfettamente con la loro realizzazione non è di questo mondo. Questa de-coincidenza è la molla della vita stessa sulla terra, che procede da sempre attraverso adattamenti e innovazioni. Solo nel paradiso terreste c’era una coincidenza tra la realtà creata e la realizzazione del suo esserci. Lo scarto che si è generato nel timore di perdere la libertà, ha avviato la necessità di riguadagnare il senso della vita e di ricomporre il creato nel suo fine. 

Questa evidenza si realizza quando ci chiediamo perché Dio permetta il male, perché non ci aiuta, perché non interviene a sostegno delle persone buone... La coincidenza perduta, riconoscibile nella opposizione tra il fatto che prima “ogni cosa era buona” e la necessità seguente di “guadagnarsi il pane con il sudore della fronte”, la percepiamo come presunta assenza del creatore nella vita degli uomini. Non ne vediamo la sollecitudine, l’intervento miracolistico per risolvere problemi creati dall’uomo. Nella fede le presunte coincidenze diventano “provvidenziali”, azione di Dio che scrive dritto anche sulle righe storte. 

Se pensiamo alla figura di Sant’Antonio potremo dire che è stato provvidenziale aver fatto naufragio ed essere approdato sulle coste italiane invece che finire in Marocco dove sicuramente avrebbe perso la vita nel tentativo di annunciare il Vangelo ai musulmani. In questo evento possiamo intuire il valore vitale della non coincidenza tra il desiderio di raggiungere un obiettivo e la sua realizzazione. Proprio questo scarto produce una novità per un futuro diverso e possibile. Sant’Antonio diventerà quello che è proprio nella divergenza tra il suo desiderio e la mancata realizzazione. La coincidenza che gli cambia la vita non è il naufragio, ma l’aver colto la possibilità di compiere la volontà di Dio attraverso l’imprevisto. Ha colto il senso della sua missione dentro le disavventure non previste. 

Forse questo può aiutare anche noi a guardare avanti con la possibilità di cogliere, nelle aspettative deluse della vita, delle “non coincidenze” che diventano “provvidenziali” se associate alla grazia del Signore. 

Buon anno carissimi aderenti alla Associazione Universale di Sant’Antonio.

don Livio Tonello, Direttore

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