Spirito Santo. Dopo la festa, il progetto "ComPassi" diventa operativo

La parrocchia dello Spirito Santo di Padova è in festa dal 7 al 16 settembre "Costruire la comunità". Sarà poi il progetto "ComPassi" a orientare i prossimi mesi. Il 12 cena multietnica e il 13 "Comunità... tra sogno e realtà".

Spirito Santo. Dopo la festa, il progetto "ComPassi" diventa operativo

La parrocchia dello Spirito Santo di Padova riparte dopo il periodo estivo con la sua sagra, mantenendo vivi nella memoria le due settimane di grest che si sono svolte a giugno, subito dopo la fine della scuola, e gli incontri di giovani e giovanissimi, in preparazione dell’allestimento del bar della sagra denominato “Pub dei giovani”. «Sia il grest che gli incontri del gruppo giovani e giovanissimi – commenta il parroco don Giancarlo Battistuzzi – sono stati molto partecipati e, tra le altre cose, di positivo c’è che si sono riscontrate belle situazioni di integrazione e accoglienza tra gli animatori».

La sagra, allestita dal 7 al 16 settembre negli spazi parrocchiali, propone molteplici iniziative dal titolo programmatico “Costruire la comunità”: da ricordare l’appuntamento di mercoledì 12 con la cena multietnica a buffet e giovedì 13 l'incontro “Comunità…tra sogno e realtà” in cui i relatori, Alberto e Cristina Salmaso, parleranno della loro esperienza e offriranno spunti per una riflessione sul tema. Le giornate avranno poi come momento culminante la messa comunitaria di domenica 16.

Il titolo delle giornate settembrine, “Costruire la comunità”, è il pensiero guida che ha animato il progetto promosso dalla parrocchia denominato "ComPassi". La parola sta a indicare sia la comunità parrocchiale dello Spirito Santo che agisce insieme, sia il fare passi insieme. È un’iniziativa partita per volontà del parroco stesso con alcuni collaboratori la primavera dello scorso anno per vivere una sorta di sinodo parrocchiale: l’intento era quello di coinvolgere i parrocchiani (giovani, adulti, anziani, credenti e non) nel ripensare la comunità, «una comunità costituita da persone che desiderano camminare insieme dialogando», sottolinea don Giancarlo.

Il progetto ha visto diversi passaggi. Inizialmente sono state inviate ai parrocchiani lettere con quattro domande: cos’è per te la Chiesa, cosa le rimproveri, cosa trovi di positivo nella Chiesa, cosa le chiederesti. Le persone che hanno aderito all'iniziativa si sono poi ritrovate in gruppi di 6-8 persone per individuare risposte condivise, poi raccolte e rese pubbliche. È stato quindi stilato un documento conclusivo che ha messo in luce i seguenti filoni: accoglienza, annuncio e testimonianza, dialogo e comunicazione.

«Con “accoglienza” – spiega don Battistuzzi – abbiamo inteso l’attenzione alle diverse necessità e situazioni: avvicinarsi all’altro con una partecipazione più esistenziale e impegnata; “annuncio e testimonianza” vuol dire annunciare la fede cristiana in mezzo a molteplici messaggi, proporre senza imporre e senza nostalgia del passato, quindi dare testimonianza senza alcuna aspettativa. Infine, con “dialogo e comunicazione” si fa riferimento a un atteggiamento di reciproco ascolto attraverso la ricerca di nuove strategie, nuovi spazi e nuovi strumenti». Per ognuno di questi filoni, una commissione incaricata dal parroco, alla luce delle considerazioni emerse dai gruppi, ha realizzato un programma operativo che costituisce la base del prossimo quinquennio pastorale, poi approvato dal consiglio pastorale parrocchiale.

Saranno l’eucarestia, le proposte avanzate dai giovani con alcuni progetti per il nuovo patronato, la catechesi e la carità, i punti che la comunità parrocchiale svilupperà. «La necessità di rivedere la messa è emersa recentemente in più occasioni– conclude don Battistuzzi – nelle consultazioni del progetto "ComPassi", nel documento preparatorio al Sinodo sui giovani “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale” promosso dal papa e da parte dei giovani della nostra diocesi nella lettera rivolta al vescovo Claudio a conclusione del loro Sinodo. Per questa ragione il consiglio pastorale parrocchiale ha ritenuto di farne oggetto di riflessione subito dopo l'estate, in modo da fornire in tempi brevi al gruppo liturgico, gli orientamenti per imbastire una o più proposte di rivisitazione della celebrazione».

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