Antonio Megalizzi, Ortodossi Russia-Ucraina, mense scolastiche, cessate il fuoco in Yemen, Amazzonia, Natale

Il riepilogo delle principali notizie dall'Italia e dal mondo a cura dell'agenzia Sir.

Antonio Megalizzi, Ortodossi Russia-Ucraina, mense scolastiche, cessate il fuoco in Yemen, Amazzonia, Natale

Antonio Megalizzi: mons. Tisi (Trento), “continua a sognare per noi”

“Ciao Antonio, continua a sognare per noi”. Queste le parole con cui l’arcivescovo di Trento, mons. Lauro Tisi, saluta Antonio Megalizzi. “Ciao Antonio, Dio ti restituisca quel sorriso che ti aveva donato, che a tua volta hai regalato a mamma Annamaria, a papà Domenico, a tua sorella Federica e a Luana”, afferma mons. Tisi in un messaggio pieno di affetto e di vicinanza alla famiglia del 29enne trentino e alla comunità della parrocchia di Cristo Re a Trento, dove il giovane viveva e dove, dal giorno del ferimento, ci si è riuniti in preghiera. “Quel sorriso, che ha saputo toccare tanti cuori e varcare confini impensati – prosegue mons. Tisi -, è stato motore di relazioni e testimonianza della bellezza della vita, anche in queste drammatiche ore, in cui ti abbiamo conosciuto più da vicino. Per questo ti diciamo un profondo ‘grazie’. Dio te lo restituisca, Antonio, quel tuo sorriso contagioso! E ti lasci tornare a sognare. Fallo anche per noi”. Anche domani la comunità parrocchiale di Cristo Re a Trento continuerà a riunirsi alle ore 17 in preghiera, così come ha fatto in questi giorni. A confermarlo è il parroco don Mauro Leonardelli. Antonio sarà ricordato anche nella messa prefestiva di domani sera, alle 20.

Russia: Patriarca Kirill in difesa della libertà religiosa e di coscienza in Ucraina. Domani a Kiev primo Sinodo della Chiesa autocefala

Un appello del patriarca Kirill di Mosca e di tutta la Russia ai leader delle Chiese cristiane – anche a Papa Francesco – ai governi di Francia e Germania e alle Nazioni Unite per denunciare la “palese” interferenza dello Stato ucraino nella Chiesa ortodossa ucraina e chiedere alla luce di una lunghissima serie di violazioni compiute ai danni di sacerdoti e vescovi, il rispetto della libertà religiosa e di coscienza nel Paese. L’appello è stato diffuso oggi dal Patriarcato di Mosca, alla vigilia del primo Sinodo unito della Chiesa autocefala ucraina che si terrà domani a Kiev, nella cattedrale di Santa Sofia. Era stato il presidente Petro Poroshenko ad annunciarlo nei giorni scorsi. Durante l’assemblea, che riunirà le gerarchie ecclesiastiche delle Chiese ortodosse indipendenti dal Patriarcato di Mosca, verrà approvato lo statuto della neonata Chiesa nazionale e verrà eletto il suo primate, che subito dopo andrà a Istanbul a ricevere dalle mani del patriarca Bartolomeo il tomos, cioè l’attestazione formale dell’autonomia.

Mense scolastiche: 1 su 3 presenta irregolarità e su 224 ispezionate 7 sono state chiuse per grave situazione igienico-strutturale

“Cibi scaduti, gravi carenze igieniche, perfino topi e parassiti vari: un film dell’orrore. Come madre e come ministro mi indigna pensare che sulle tavole dei nostri figli, a scuola, possano finire escrementi, muffe o alimenti di dubbia origine”. Così il ministro della Salute, Giulia Grillo, commenta i primi risultati del monitoraggio di controllo, tuttora in corso, sui servizi di ristorazione nelle scuole di ogni ordine e livello avviato fin dall’inizio dell’attuale anno scolastico dal Comando per la Tutela della Salute d’intesa con il Ministero della salute. Sono state ispezionate 224 mense presenti negli istituti scolastici del territorio nazionale, delle quali 81 hanno evidenziato irregolarità, tra queste 7 presentavano una grave situazione igienico-strutturale e ne è stata disposta la sospensione del servizio. Nel medesimo contesto, sono stati individuati e sottoposti a sequestro oltre 2 tonnellate di derrate alimentari (prodotti ittici, carni, formaggi, frutta, verdura, olio, pane) poiché prive di indicazioni di tracciabilità e provenienza dei prodotti, detenute in ambienti e condizioni inadeguati nonché scadute di validità.

Yemen: siglato il cessate il fuoco tra il governo e il movimento di opposizione Ansar Allah

(da New York) È stato siglato il cessate il fuoco tra il governo dello Yemen e il movimento di opposizione Ansar Allah attorno alla città di Hudaydah, porto chiave per l’ingresso degli aiuti alimentari, ad una popolazione affamata da quattro anni di conflitto. L’annuncio è stato dato nell’ultimo giorno dei colloqui in Svezia, svoltisi sotto l’egida dell’Onu, dopo che il segretario generale Antonio Guterres aveva detto che “il futuro dello Yemen” era nelle loro mani, come la responsabilità della peggiore crisi umanitaria di questo secolo. I dati parlano di 20 milioni di persone insicure e di 10 milioni che non sanno come ottenere il loro prossimo pasto. Pur rilevando che “le questioni pendenti” devono ancora essere risolte, il capo delle Nazioni Unite ha affermato che i rappresentanti del governo dello Yemen e dell’opposizione hanno compiuto “reali progressi” e stabilito una comprensione reciproca per alleviare la situazione a Taizz”.

Amazzonia: on line la prima mappa delle attività estrattive illegali

La Rete amazzonica d’informazione socioambientale georeferenziata (Raisg) ha presentato la prima mappa delle miniere illegali del territorio amazzonico, a partire dalle immagini satellitari e dalle notizie pubblicate sulla stampa. Lo studio “Amazzonia saccheggiata” prende in esame 7 milioni di chilometri quadrati di foresta e cerca di misurare l’impatto di tale attività estrattiva sulle aree naturali protette dei territori indigeni. Tra le 245 aree di estrazione rilevate, 132 si trovano in Brasile (principalmente nella regione del fiume Tapajós) e 110 in Perù nella regione Madre de Dios, mentre tre sono in Bolivia. Dallo studio emerge che Madre de Dios, è il settore amazzonico più degradato, a causa dell’estrazione dell’oro. L’indagine ha rilevato che, su 649 aree naturali protette, 55 hanno punti di estrazione o insediamenti illegali attivi all’interno dei propri confini e che 41 aree protette subiscono danni indiretti, perché l’attività illegale è presente nelle zone cuscinetto o ai loro confini. Ancora, dei 6.207 territori indigeni situati nei sei Paesi, 78 presentano attività minerarie nel loro ambiente.

Natale: torna “L’Altra Cucina… per un pranzo d’amore”, chef stellati cucinano per 2.000 detenuti di 13 carceri

Torna per il quinto anno “L’Altra Cucina… per un Pranzo d’Amore”, l’iniziativa grazie alla quale chef d’eccezione prepareranno piatti “stellati”, serviti da personaggi del mondo dello spettacolo, della musica, della stampa e dello sport, per 2000 detenuti e detenute di tredici carceri italiane: Roma (Rebibbia sezione femminile), Milano (Opera e San Vittore), Torino, Palermo, Bologna, Bari, Salerno, Siracusa, Massa Carrara, Eboli, Lanciano e Ivrea. L’evento, che si terrà il 18 dicembre, è promosso da Prison Fellowship Italia onlus, Rinnovamento nello Spirito Santo e Fondazione Alleanza del RnS. Tra i testimonial dell’iniziativa, presentata oggi a Roma, l’attrice Nancy Brilli, la cantautrice Mariella Nava, i comici Marco Capretti, Max Pieriboni e Francesco Rizzuto, il conduttore e attore Max Laudadio, il conduttore Alessandro Greco con la moglie Beatrice Bocci, la conduttrice Rai Francesca Fialdini, mons. Guerino Di Tora, vescovo ausiliare di Roma e presidente della Fondazione Migrantes, mons. Mario Delpini, arcivescovo di Milano.

Maestra toglie Gesù da canzone di Natale: diocesi di Viterbo, “questione di rispetto della nostra identità e prima ancora di buon senso”

“Come comunità ecclesiale condividiamo lo stupore e la meraviglia delle famiglie, delle istituzioni civili e di quanti faticano a capire la logica di una scelta didattica che contraddice il ruolo stesso della scuola, chiamata ad offrire un’educazione aperta ed inclusiva e non esclusiva soprattutto di ciò che costituisce la nostra identità e le nostre radici più profonde”. Lo afferma don Luigi Fabbri, vicario generale della diocesi di Viterbo, in merito a quanto accaduto in una classe della scuola elementare dell’Istituto comprensivo “Ildovaldo Rodolfi” di Tuscania dove una insegnante ha tolto dalla canzone di Natale la parola “Gesù” sostituendola con “laggiù”. Il vicario ricorda che “l’integrazione è un dovere, ma, come ha affermato recentemente Papa Francesco, ‘nella misura in cui non sia una minaccia contro la propria identità’. Scelte di questo genere riteniamo siano offensive proprio di coloro che si vorrebbe rispettare, in quanto considerati, in pratica, incapaci e non all’altezza di discernere e accogliere con serenità la ricchezza della nostra storia, della nostra cultura, delle nostre tradizioni”. “Ci auguriamo – conclude don Fabbri – che il testo venga cantato nella versione originale, senza censure e, soprattutto, senza paure. È questione di rispetto della nostra identità, e, prima ancora, è buon senso”.

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Fonte: Sir
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