Memoria, Conte: ricordare la profonda ferita inferta alla comunità ebraica

Importante ricordare "i pericoli che si nascondono dietro al fenomeno del razzismo e dell'antisemitismo che prolifera nella cultura del complottismo, cultura che riemerge con forza nei periodi di crisi". Le parole del presidente del Consiglio, in occasione del Giorno della Memoria

Memoria, Conte: ricordare la profonda ferita inferta alla comunità ebraica

 "Il 27 gennaio, Giorno della Memoria, viene celebrata la liberazione del campo di sterminio di Auschwitz, paradigma di tutti i campi di sterminio della Germania e dell'Europa dell'Est, costruito da uomini comuni, 'normali', per distruggere definitivamente il popolo ebraico, per cancellare ogni traccia della sua presenza nel mondo". Così il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in occasione del Giorno della Memoria. Oggi, più che mai, aggiunge, "è importante ricordare la profonda ferita inferta alla comunità ebraica in quella tragica pagina della nostra storia e i pericoli che si nascondono dietro al fenomeno del razzismo e dell'antisemitismo che prolifera nella cultura del complottismo, cultura che riemerge con forza nei periodi di crisi".

"Per impedire che una tragedia come quella dell'Olocausto si ripeta- aggiunge-, non basta ricordare: occorre anche capire. Un modo importante per farlo è quello di prestare attenzione alla viva voce dei testimoni e di chi è stato coinvolto negli avvenimenti"

Attraverso i social tornano alle teorie complottiste

"Viviamo una fase storica molto complessa, nella quale l'umanità si trova ad affrontare enormi sfide legate alla pandemia, non solo sanitarie ed economiche, ma anche sociali - prosegue il presidente del Consiglio -. Sfruttando la crisi pandemica, le teorie complottiste, in cui anche gli ebrei sono spesso considerati capri espiatori, si sono rinvigorite e, attraverso l'utilizzo dei social, si sono diffuse in maniera pericolosamente rapida e capillare".

"L'unico vaccino che abbiamo contro tali fenomeni è quello di promuovere la conoscenza dei fatti storici- aggiunge-, di mantenere viva la luce della Memoria della Shoah perché, come ha detto George Santayana, ‘Quelli che non sanno ricordare il passato sono condannati a ripeterlo’. E con le parole di Primo Levi ‘Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre’”.

Combattere i germi dell'antisemitismo

“La Giornata della Memoria non serve solo a commemorare quei milioni di esseri umani brutalmente uccisi senza nessuna pietà ormai quasi 80 anni fa. Serve a ricordare che ogni giorno esistono piccole, innumerevoli discriminazioni verso chi ci sembra dissimile da noi, discriminazioni che troppo spesso, purtroppo, passano inosservate nell'indifferenza".

"Per prevenire e contrastare questa ostilità -conclude -, che a volte si trasforma anche in atti di violenza, la Presidenza del Consiglio intende integrare le politiche contro l'odio antiebraico in una Strategia Nazionale contro l'antisemitismo. Con questi sentimenti rivolgo il mio pensiero alla comunità ebraica, rinnovando l'impegno delle Istituzioni perché la Memoria resti viva nella coscienza personale e collettiva di tutti gli Italiani e si continui a combattere i germi dell'antisemitismo, come ogni altra di forma di razzismo. (RS/DIRE)

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Fonte: Redattore sociale (www.redattoresociale.it)