Ordo Virginum. Fedeli al Signore che riempie la vita

Domenica 7 ottobre alle 18 nella basilica di Santa Giustina il Vescovo Claudio consacrerà Maria Filomena Caramel e Renata Fabian all’Ordo Virginum. Un cammino di unione con il Signore e di confronto con la Chiesa vissuto nella quotidianità, fra le persone, nell’ambiente di lavoro.

Ordo Virginum. Fedeli al Signore che riempie la vita

Una scelta, maturata nella pienezza della vita, che è esperienza del mistero nuziale, dell’amore trinitario che guida la vita, quell’amore per il quale il Signore ci ha creato. Con loro, a fare festa, le comunità parrocchiali che le hanno accompagnate e sostenute nel percorso, quella di Cristo Re e quella di Caselle di Selvazzano.

Domenica 7 ottobre, alle 18 nella basilica di Santa Giustina, il vescovo Claudio consacra Maria Filomena Caramel e Renata Fabian all’Ordo Virginum. Una celebrazione nel giorno di santa Giustina, immagine della Vergine consacrata, e nella sua chiesa. Una celebrazione che porta a quattro le donne appartenenti all’Ordo Virginum in Diocesi, mentre otto sono quelle in cammino di formazione.

«Provo una gioia profonda – afferma Maria Filomena Caramel – quando penso al giorno della consacrazione. Gioia mista a timore e a pace profonda. Tutto nasce dalla domanda che Gesù fa a ognuno di noi: voi chi dite che io sia? Il Signore è il mio sposo, l’anima mia si riempie del suo amore. Questo è possibile perché ho scoperto che Dio è amore e ha liberato il mio cuore rendendolo capace di accogliere. È un grande dono che può fare solo Dio e questo mi dà forza e serenità».

Una scelta, quella di Maria Filomena, architetto, impegnata nella sua parrocchia di Cristo Re a Padova e anche nel progetto Policoro della Diocesi, e di Renata, della parrocchia di Caselle di Selvazzano, coordinatrice e insegnante di religione, fatta nella pienezza della vita. Un cammino di unione con il Signore e di confronto con la Chiesa vissuto nella quotidianità, fra le persone, nell’ambiente di lavoro. Una scelta che è esperienza del mistero nuziale, dell’amore trinitario che guida la vita, quell’amore per il quale il Signore ci ha creato. «La consacrazione all’Ordo Virginum – spiega don Fabio Fioraso, delegato diocesano – permette alla donna una profonda libertà di vivere lo specifico della consacrazione nella comunità parrocchiale, nel proprio ambito professionale, facendosi testimone di una scelta consapevole. Non c’è un carisma da seguire come per gli ordini religiosi».

Ad accompagnare Maria Filomena e Renata il giorno della consacrazione ci saranno anche le loro comunità parrocchiali, che condividono con gioia ed entusiasmo questo momento, coltivato negli anni, nato da un innamoramento per Gesù e diventato poi amore maturo, responsabile. «Non poter condividere appieno questa mia consapevolezza – racconta Maria Filomena – è ciò che mi ha addolorato di più nel tempo. La gioia è esplosiva, a differenza del dolore che è più intimo. La gioia è condivisione, il Signore mi ha donato pace, il suo è un amore intangibile e questo alle volte non è compreso dalle persone. Cosa cambierà in me dopo la consacrazione? In questi anni ho vissuto questo amore e continuerò a farlo, più intensamente e in pienezza. È un sentimento talmente forte che non ti senti sola, ti riempie la vita, ma richiede anche fedeltà totale: il vero amore non è possesso, ma mutua appartenenza, quello che tutti vorremmo».

Oltre alla fedeltà, i valori centrali in questa unione con il Signore sono l’onestà intellettuale, la maturità, la coerenza e la costanza. «La fedeltà – afferma Renata Fabian – è un valore che sostiene, che uno vive dentro. Se non ci fosse amore reciproco, non si potrebbe essere amanti nei confronti delle persone, tutto sarebbe superficiale. E poi c’è la misericordia, l’ascolto, il farsi vicino, diventare dono e l’appartenenza. Il Signore accompagna ciascuno di noi nel suo percorso, lui è fedele e si prenda cura di noi, il suo amore non è fatto solo di pensiero, ma si fa presenza, nel quotidiano, negli avvenimenti della vita. Questa vocazione è stata la mia risposta alla chiamata del Signore, un dono gratuito che mi ha offerto. Una scelta di vivere a livello diocesano la mia consacrazione all’interno di una comunità parrocchiale e in una comunità educativa, la scuola dove lavoro».

«Oggi – conclude Maria Filomena Caramel – si è perso il profumo di eternità dell’amore. E l’amore per il Signore tende all’infinito. Da un lato questo dà speranza, senso di futuro, senti di poter vincere la morte, dall’altro ti apre un abisso, è qualcosa di più grande di te ed è difficile, per la nostra vita e la nostra limitatezza, accettarlo. Per questo richiede, necessariamente, una forte fedeltà».

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