Cibo che profuma d’incontro. Sabato 30 novembre la Giornata della Colletta alimentare

Sabato 30 novembre in tutta Italia i volontari del Banco alimentare raccolgono cibi e prodotti per l’igiene all’ingresso dei supermercati aderenti. Ogni anno la Giornata della Colletta alimentare muove centinaia di persone nel servizio, ma anche nella donazione per chi è povero.

Cibo che profuma d’incontro. Sabato 30 novembre la Giornata della Colletta alimentare

Tre anni fa, con l’istituzione nella terza domenica di novembre della Giornata mondiale dei poveri, papa Francesco ha dato un valore ancora più forte alla Colletta alimentare che, da ventidue anni, è gesto concreto di carità verso chi non riesce a sfamarsi.

Puntualmente la raccolta per il Banco alimentare torna nell’ultimo sabato di novembre, quest’anno il 30, e partecipare è più che semplice: basta recarsi in uno dei moltissimi supermercati aderenti e ricevere l’elenco degli alimenti (olio, riso, pasta, legumi, prodotti in scatola, omogenizzati…) e dei prodotti per l’igiene (dai dentifrici ai pannolini) da parte dei volontari, riconoscibilissimi dalla pettorina gialla, per poi acquistare ciò che si desidera donare e consegnarlo all’uscita.

I prodotti raccolti verranno convogliati nei due magazzini del Banco alimentare Veneto, a Verona e a Vigonza nel Padovano, per poi essere gradualmente distribuiti alla rete territoriale formata da 472 enti accreditati (associazioni, Caritas parrocchiali, San Vincenzo, empori solidali…).

Nel 2018 in Veneto sono stati più di 800 i punti vendita aderenti alla Colletta alimentare, 15 mila i volontari che hanno raccolto 675 tonnellate di cibo e prodotti; solamente a Padova e provincia sono stati 225 i supermercati, 4.300 le persone a disposizione del servizio e 175 tonnellate e mezza il peso dei prodotti donati. «La Colletta ogni anno è il gesto più eclatante e visibile di un impegno che per il Banco è quotidiano da oltre trent’anni – racconta Adele Biondani, presidente del Banco alimentare Veneto – Grazie al contributo di 165 volontari, che operano nei due magazzini di Verona e Padova, “alimentiamo” la distribuzione di cibo in tutto il territorio, ma non ci limitiamo agli alimenti. La raccolta quotidiana riguarda le eccedenze alimentari che, grazie alla recente legge Gadda, ha semplificato gli iter con le industrie e le grandi catene distributive per il recupero dei prodotti in scadenza o non più vendibili sugli scaffali».

La “banca del cibo”, nata come fondazione esattamente trent’anni fa nel 1989 per volere di don Luigi Giussani, padre di Comunione e liberazione, e Danilo Fossati, presidente della Star, anche nel 2018 ha confermato i risultati sorprendenti che, di anno in anno, non accennano a diminuire, sebbene le iniziative di raccolta alimentare si siano moltiplicate a livello locale, soprattutto dopo la crisi economica scoppiata nel 2008.

Per restare in Veneto, attraverso le oltre 400 strutture accreditate, lo scorso anno sono stati assicurati 11 milioni e 200 mila pasti; sono state aiutate 100.470 persone bisognose; 5.600 tonnellate di cibo sono state raccolte e movimentate dal Banco alimentare.

«Al di là dei numeri – tiene a precisare Adele Biondani – che dimostrano comunque l’attenzione e la generosità delle persone per chi ha meno, voglio sottolineare come anche il gesto della Colletta possa diventare un’occasione di incontro e condivisione, mettendosi a disposizione come volontari per un giorno a servizio della carità. È commovente vedere all’ingresso dei supermercati il coinvolgimento di anziani, genitori con bambini piccoli, operai, ingegneri, ma anche scout e alpini, ormai nostri storici partner nel giorno della Colletta».

Papa Francesco ha ribadito più volte che non è sufficiente donare, ma che il povero va incontrato, compreso, accompagnato: «Questo è il nostro servizio – conclude Biondani – non solo donare cibo, ma anche stare accanto a chi ha meno e aiutarlo con concreti gesti di umanità e relazione nel momento della distribuzione nelle parrocchie, negli empori, attraverso le associazioni».

La fame, comunque, in Italia non si ferma e l’attività del Banco lo conferma: «Il problema è diffuso e comune anche a moltissimi italiani, soprattutto quando perdono il lavoro, e non è raro che si rivolgano agli enti del Banco per la borsa della spesa. Tra le famiglie ci sono moltissimi genitori separati: sono loro a fare maggior fatica per arrivare a fine mese e garantire da mangiare ai figli».

L’esperienza di rete Solida
Sempre per il contrasto alla fame, ma anche contro lo spreco alimentare e per mettere in pratica una delle pagine più belle del Vangelo, dal 2008 nel territorio padovano è attiva Rete Solida, il progetto delle Acli di Padova iniziato per il recupero degli alimenti non consumati nelle mense scolastiche. Nel 2012, grazie a un finanziamento della Fondazione Cassa di risparmio di Padova e Rovigo, Rete Solida si è allargata nelle due province di Padova e Rovigo al recupero dei pasti dalle mense scolastiche e comunitarie, delle eccedenze della grande distribuzione e delle aziende agricole di tutta Italia.

La peculiarità del progetto è di non avere magazzini perché il lavoro consiste nel far dialogare domanda e offerta. «Grazie al rifinanziamento della Cariparo di 120 mila euro per i prossimi tre anni – spiega Massimiliano Monterosso, responsabile del progetto – più un 30 per cento che verrà messo a disposizione dalle Acli, Rete Solida avrà l’opportunità di continuare con l’obiettivo anche di intercettare nuove realtà ed erogare formazione contro gli sprechi. Oggi la rete è in grado di movimentare più di un milione di euro in alimenti in un solo anno. Entro fine anno le mense scolastiche che recupereranno i pasti non erogati da 3 passeranno a 13 e non saranno solo a Padova ma a Piazzola, Albignasego e presto a Rubano. Il passaggio non è semplice perché ci sono ovviamente alcune accortezze igieniche da avere e questo significa insegnare anche ai ragazzi a mettere sul piatto il giusto, per permettere di recuperare ciò che sono sicuri di non mangiare». Il cibo cotto va poi ridistribuito ad associazioni e cooperative, case famiglia, comunità di accoglienza e centri diurni che si assumono il ritiro.

L’altro interessante versante su cui Rete Solida lavora è il recupero delle eccedenze della grande distribuzione il cui iter è stato notevolmente agevolato dall’introduzione della legge Gadda 166 del 2016 contro lo spreco alimentare. Inoltre, con il riconoscimento di un contributo economico da parte di Agea (l’ente nazionale che gestisce i contributi in agricoltura) sugli esuberi nella produzione ortofrutticola per il trasporto e l’imballaggio ai fini del recupero, ogni mese all’Opsa arrivano camion di frutta e verdura già prenotati dagli enti sociali e non profit accreditati con Rete Solida.

Alì e Banco alimentare, alleanza contro la fame e lo spreco

Per contrastare almeno in parte l’emergenza alimentare, dal Gruppo Alì e dai suoi clienti arrivano 68 quintali di cibo donati grazie alla raccolta punti della carta fedeltà, oltre ai 793.894 euro di merce donati dal 1° gennaio 2019 alle realtà caritative del Banco alimentare con il progetto “Siticibo” per la donazione di merce in prossimità di scadenza. I clienti dei supermercati Alì e Alìper quest’anno hanno donato al Banco alimentare del Veneto 1.094 kit alimentari.
«Grazie alla straordinaria sensibilità dei nostri clienti – sottolinea il vicepresidente Alì Gianni Canella – siamo riusciti a raccogliere e donare 31.500 kit alimentari per oltre 1.900 quintali di prodotti, oltre a quelli che ogni anno, dal 2016, recuperiamo grazie a Siticibo. Il 30 novembre porte aperte in tutti i supermercati Alì per il consueto appuntamento con la Colletta alimentare».

45582: il numero per sostenere la Colletta

Sono tanti i modi per sostenere l’operato del Banco alimentare, non solo attraverso la Colletta sabato 30 davanti ai supermercati aderenti. Sul sito collettaalimentare.it c’è la possibilità di donare in modo sicuro, ma ancora più agile è l’invio di un sms da cellulare del valore di 2 euro o la chiamata da rete fissa di 5 euro al numero 45582 attivo fino al 10 dicembre.

Non solo cibo

Con il Messaggio per la terza Giornata mondiale dei poveri, papa Francesco ricorda che «I poveri acquistano speranza vera quando riconoscono nel nostro sacrificio un atto di amore gratuito […] Certo, i poveri si avvicinano a noi anche perché stiamo distribuendo loro il cibo, ma ciò di cui hanno veramente bisogno va oltre il piatto caldo o il panino che offriamo. I poveri hanno bisogno delle nostre mani per essere risollevati, dei nostri cuori per sentire di nuovo il calore dell’affetto, della nostra presenza per superare la solitudine. Hanno bisogno di amore, semplicemente. […] Per un giorno lasciamo in disparte le statistiche; i poveri non sono numeri a cui appellarsi per vantare opere e progetti. I poveri sono persone a cui andare incontro».

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