Coronavirus e servizio civile universale: le indicazioni del Dipartimento

Una circolare fornisce indicazioni agli enti sull'impiego degli operatori volontari. Annullato incontro nazionale del tavolo Ecclesiale sul Servizio Civile (12 marzo), sospesi progetti e servizio nelle zone direttamente coinvolte dall'infezione

Coronavirus e servizio civile universale: le indicazioni del Dipartimento

ROMA - La crisi legata al virus COVID-19 investe ma non ferma il Servizio Civile Universale, se non nelle zone direttamente coinvolte dall'infezione. Infatti con una Circolare diffusa dal Capodipartimento delle Politiche Giovanili e del Servizio Civile Universale, Flavio Siniscalchi, lo scorso 24 febbraio sono state comunicate agli enti e agli operatori volontari le modalità per affrontare e gestire le varie situazioni locali legate al diffondersi del “coronavirus”. Intanto il Tavolo ecclesiale sul servizio civile in maniera precauzionale ha annullato il suo annuale Incontro nazionale, che avrebbe visto convergere ad Assisi per la ricorrenza di San Massimiliano di Tebessa (12 marzo) centinaia di giovani da tutta Italia.

Il Dipartimento ha stabilito che i giovani volontari che eventualmente dovessero entrare in quarantena con sorveglianza attiva, possano usufruire di permessi straordinari “per tale periodo che comporterà interruzione del servizio”. Ha poi ricordato agli enti di servizio civile di far adottare ai giovani gli adeguati comportamenti di protezione personale secondo le indicazioni fornite dal Ministero della salute a tutti i cittadini.

Per i comuni di direttamente coinvolti, ossia Bertonico, Casalpusterlengo, Castelgerundo, Castiglione D’Adda, Codogno, Fombio, Maleo, San Fiorano, Somaglia e Terranova dei Passerini, nella regione Lombardia, e per il comune di Vo’, nella regione Veneto, che vedono “il divieto di allontanamento e rientro della popolazione nei comuni stessi e la sospensione di una serie di attività, servizi ed iniziative – si legge nella Circolare diffusa il 24 febbraio -, si rende necessario disporre la sospensione dei progetti di servizio civile che si svolgono all’interno dei predetti territori comunali, nonché la sospensione dal servizio da parte degli operatori volontari ivi residenti o domiciliati anche laddove fossero impegnati in progetti che si realizzano in territori diversi o all’estero”. “Le suddette sospensioni – precisa il Dipartimento - si applicano per il periodo previsto dall’art. 5 del richiamato DPCM, ossia per 14 giorni a decorrere dal 23 febbraio 2020, e vanno intese, in considerazione della straordinarietà della situazione e della durata ridotta, come ulteriori giorni di permesso straordinario per causa di forza maggiore”.

Nelle altre zone non direttamente coinvolte della Lombardia e del Veneto, o in altre Regioni come ad esempio Piemonte ed Emilia Romagna, “laddove le sedi degli enti fossero chiuse, oppure fosse sospesa l’attività, è autorizzata la sospensione dei progetti e agli operatori volontari in essi impegnati sono concessi i permessi straordinari. Nel caso in cui i provvedimenti prevedano la sospensione di riunioni o manifestazioni di qualsiasi tipo o eventi con aggregazione di persone, si autorizza la sospensione anche dei progetti per i quali in questo periodo si dovrebbe svolgere l’attività di formazione a favore degli operatori volontari”. “In conformità alle ordinanze già emanate dal Ministro della salute d’intesa con le Regioni interessate o dalle singole Regioni e Province Autonome, il periodo di sospensione è ad oggi individuato fino al 29 febbraio 2020 per la provincia autonoma di Trento, fino al 29 febbraio per il Piemonte, fino al 1 marzo per Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Liguria, Friuli Venezia Giulia e Provincia Autonoma di Bolzano”, ha dettagliato Siniscalchi.

In presenza invece di provvedimenti a carattere locale “che impediscono il regolare svolgimento dei progetti di servizio civile, gli enti interessati devono inviarne copia al Dipartimento, per consentire la necessaria valutazione delle misure da adottare”, mentre per i volontari in partenza per l’estero il Dipartimento “concorderà con gli enti di servizio civile interessati le misure da adottare tenendo conto anche dei contesti dei singoli Paesi di destinazione”. 

Francesco Spagnolo

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Fonte: Redattore sociale