La musica nel piatto. La festa degli asparagi...a casa

A fine aprile, la festa degli asparagi di Terlano è, in Alto Adige, uno dei primi appuntamenti della nuova stagione.

La musica nel piatto. La festa degli asparagi...a casa

Fanno capolino verso aprile. Invogliati dai primi raggi di sole, sbucano timidamente dal terreno per cercare di capire se il rigore dell’inverno è passato. E quando i contadini li vedono spuntare, candidi come la neve e leggermente velati di giallo sulle punte, capiscono che è arrivata la primavera. Succede regolarmente ogni anno e ogni volta è una festa. Non solo per chi li ha coltivati, ma per tutto il paese.

A Terlano, comune di circa 4.500 abitanti che dista una dozzina di chilometri da Bolzano, gli asparagi bianchi – così come le vigne – sono una vera e propria istituzione. A coltivarli, su una superficie di circa 10 ettari lungo la val d’Adige, sono una quindicina di contadini.

A fine aprile, la festa degli asparagi di Terlano è, in Alto Adige, uno dei primi appuntamenti della nuova stagione. A organizzarla è la banda musicale del paese, la Musikkapelle Terlan, ma ad essere coinvolto è un po’ tutto il paese.

Lo scorso anno, quando da poche settimane eravamo stati trascinati nel turbine di una pandemia di cui non ci era ancora ben chiara la portata, gli organizzatori hanno sperato fino all’ultimo di salvare la 18.ma edizione della festa, ma purtroppo, come migliaia di altri appuntamenti già fissati sul calendario, anche questo è stato risucchiato nel buco nero del lockdown. Il 22 aprile 2020 la Musikkapelle pubblica sulla sua pagina Fb un video, in cui a malincuore dà l’appuntamento al 2021. Sono bastate un paio d’ore per far rimbalzare la notizia di cellulare in cellulare e di casa in casa. A rivedere oggi quel minuto o poco più di immagini sembra di tornare indietro di dieci anni. Il piazzale delle feste del paese pieno zeppo di tavoli e panche e la gente, seduta gomito a gomito per “aggiungere un posto a tavola, perché c’è un amico in più”. Pare ancora di sentire le note della Böhmische che fanno da sottofondo al vociare generale da cui, qua e là, scappa una risata o si sente levare la voce per un brindisi. Ammutoliti dietro le nostre mascherine, facciamo fatica a immaginare di poter rivivere un giorno momenti così, che sembrano appartenere ad un lontano passato. Anche gli strumenti musicali tacciono da mesi. Soprattutto quelli a fiato.

Ad un anno di distanza la Musikkapelle di Terlano ha deciso di ripartire. E lo ha fatto da dove il discorso si era interrotto: dalla festa degli asparagi. Anche questa volta la notizia è rimbalzata di cellulare in cellulare e di casa in casa attraverso Fb.

La festa degli asparagi – spiega il presidente della Musikkapelle Elmar Seebacher – è da sempre un momento importante per il nostro gruppo, che è interamente composto da volontari. Lo scorso anno il Covid-19 ci ha costretti a cancellare la festa. Non potevamo permetterci di far saltare anche l’edizione 2021. Abbiamo quindi pensato a dare un volto ‘nuovo’ alla festa”. È nata così la “Spargelfest dahoam” (la festa degli asparagi a casa)

“In questo progetto sono stati coinvolti tutti e 50 i componenti della Musikkapelle – prosegue Seebacher – c’è stato chi si è occupato di preparare il manifesto, chi ha curato la parte social e chi, come da tradizione, si è messo ai fornelli”.

Il menù è rimasto invariato: pasticcio di asparagi, strudel di asparagi, strudel di mele, asparagi freschi da degustare con la tradizionale salsa bolzanina e il tipico vino sauvignon che viene prodotto a Terlano proprio per accompagnare gli asparagi. A cambiare è stato il modo di degustare queste prelibatezze primaverili. I vari piatti sono stati prenotati via sms o whatsapp e sono stati distribuiti domenica scorsa già belli pronti, solo da riscaldare in forno. Il tutto nel pieno rispetto delle norme stabilite per prevenire la diffusione del contagio da Covid-19. Il piazzale delle feste del paese, invece che ospitare tavoli e panche, ha offerto uno spazio adeguato a chi si è messo in fila per andare a ritirare la sua porzione di asparagi. E domenica scorsa erano proprio in tanti. “Quando abbiamo lanciato questa proposta su Fb non pensavamo di avere una simile risposta – commenta Seebacher – abbiamo dovuto chiudere le prenotazioni in anticipo perché siamo andati letteralmente sold out. In pochi giorni sono state prenotate 330 porzioni di lasagne, 200 di strudel di asparagi e 100 porzioni di strudel di mele. Senza contare, poi, i mazzi di asparagi freschi e il vino”. L’entusiasmo con cui la gente del paese (e non solo) ha raccolto l’idea di vivere comunque questa festa “dahoam”, a casa, ha lasciato gli organizzatori senza parole. “Siamo grati a tutti quelli che hanno voluto partecipare a questa edizione particolare della festa degli asparagi – aggiunge Seebacher -. Ci sono tanti ristoranti che in questo periodo portano i piatti pronti a casa; mai e poi mai ci saremmo aspettati un tale consenso. Questo è un segno concreto che la gente apprezza quello che la Musikkapelle fa e la vuole aiutare in questo momento per noi particolarmente difficile. Per noi questo è un grande segno di solidarietà che viene da tutto il paese. Un segno che ci fa guardare con speranza al futuro”.

In attesa di poter riprendere – si spera presto – le prove e i concerti, la Musikkapelle ha avuto l’occasione in questi giorni per tornare a fare qualcosa insieme, come gruppo. La grande macchina della Spargelfest si è messa in moto a metà settimana. In 15 hanno pelato 150 chili di asparagi; c’è stato poi chi ha avuto il compito di cuocere decine di litri di besciamella, chi ha tagliato decine di chili di mele, chi ha confezionato materialmente i piatti e chi, alla fine, li ha distribuiti. Ne è risultata una vera e propria sinfonia, come quelle a cui danno vita le varie sezioni di una formazione musicale.

In attesa di poter tornare a sedersi sul piazzale delle feste per ascoltare la Musikkapelle, domenica scorsa il concerto è andato in scena nelle sulle tavole e nelle case del paese. E tutti, per una manciata di secondi, si sono sentiti un po’ Kapellmeister (direttori di banda): non hanno levato in alto la bacchetta per dare il via alle danze, ma hanno alzato la forchetta per iniziare un singolare concerto. Dahoam, a casa. Dall’armonia di note all’armonia di sapori il passo è stato breve.

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Fonte: Sir